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Espace Beaurepaire

di Giuliana Guazzaroni

Per una qualche imperscrutabile ragione, mi sono trovata a ottobre a costruire due esperienze d’interazione con la realtà aumentata* apparentemente distanti tra loro. Ma, invece, intrinsecamente legate e connesse all’attenzione sempre più scrupolosa che si dedica oggi all’alimentazione.

Iniziamo dall’evento di carattere più locale, legato alla terra maceratese e alle tradizionali colture dei cereali: Leguminaria 2014.

Per la festa dei legumi, Appignano (Pignà nel dialetto locale), un comune di circa 4000 abitanti, riscopre e offre ai visitatori varietà locali di legumi e artigianato artistico di antica tradizione.

Ceci, fagioli, lenticchie, roveja presentano indubbi benefici nutritivi. In passato si preparavano prima di andare a lavorare nei campi ed erano cotti nelle pigne di coccio, realizzate da maestri vasai.

Leguminaria è far rivivere le tradizioni marchigiane potenziandole di idee innovative. Affinché ricordi, racconti, manualità non cadano nel vuoto. Ma anzi siano riproposti in un contesto glocale che pone al centro l’individuo, la persona umana, il patrimonio locale materiale e immateriale delle persone e delle comunità più piccole.

Ed è qui che sono andata a manipolare immagini storiche, testimonianze, interviste per mescolarle con arte, artigianato e poesia e restituirle ai visitatori attraverso la tecnologia della realtà aumentata.

Poesia di strada, con la XVI edizione del concorso per poesia inedita curato dall’Associazione Culturale Licenze Poetiche e da Adam Accademia delle Arti, si è di nuovo trasformata in Poesia di strada in realtà aumentata e ha aperto la strada alla tradizione dei cibi “poveri” della cucina maceratese. Il tutto, come rilevato sopra, in un ambiente glocale e festoso.

Sono stati offerti, in realtà aumentata, grazie a cartoline a disposizione sotto l’edificio comunale, testimonianze (come quella di Sittì, il più anziano maestro vasaio di Appignano), il benvenuto del primo cittadino, poesie, opere di pittura, artigianato e tanta esperta manualità nel creare i cocci dal nulla. Il tutto da portare via con sé a casa. Per rivederlo e riviverlo o per mostrarlo il giorno dopo o anche per condividerlo in Facebook.. Instagram ecc. per affermare orgogliosi: “Oggi sono ad Appignano”.

Le opere della XVI edizione di Poesia di strada in realtà aumentata sono le seguenti (prima viene riportato il nome della poetessa o del poeta e poi quello della pittrice o del pittore):

Antonio Bux – Raffaella Tirabasso
Caterina Bigazzi – Maria Cecilia Ercoli
Davide Nota – Giusy Trippetta
Francesca Perlini – Mario Migliorelli
Lorenzo Mari – Tomas
Mariasole Ariot – Teresita Sgolacchia
Nadia Augustoni – Gabriella Gattari
Pasquale Vitagliano – Irene Dipré
Roberta Durante – Cinzia Cicarè
Simona Meniocchi – Javier Stacchiotti

L’esperienza risultante è stata ricca di sfumature ed è andata a formare un tutt’uno di fili invisibili, nonché ha creato la necessità di fermarsi e unire i tasselli, le parole, i gesti più semplici per inciderli nell’immaginario.

Sempre il nutrimento è alla base dell’esperienza della collettiva parigina “Mon Appétit” e, sempre il nutrimento, lega l’interno delle cittadine di provincia, racchiuse dalle strette mura urbiche all’esterno dell’esposizione internazionale, restituendo il piacere per il glocalismo promosso a ragione dal sociologo Zygmunt Bauman.

La fertilità della terra marchigiana nutre gli artisti ne stimola idee e appetiti, voglia insaziabile di creare e ricercare l’altrove oltre la cinta muraria. L’occasione è stata l’esposizione agroalimentare SIAL di Parigi e l’idea di legare a quest’evento una collettiva di artisti marchigiani selezionati da un comitato di garanzia dell’Adam Accademia delle Arti composto da:

Paola Ballesi (Storico e Critico D’Arte già docente di Estetica Accademia di Brera, Socio onorario Adam Accademia), Lucio Del Gobbo (Critito d’Arte), Irene Dipré (Senatore Adam Accademia), Giuliana Guazzaroni (Senatore Adam Accademia), Michele Mobili (Senatore Adam Accademia), Elisa Mori (Presidente Associazione Verticale D’Arte), Nino Ricci (Artista), Alessandro Seri (Presidente Adam Accademia).

Gli artisti selezionati sono risultati essere i seguenti:

Nicola Alessandrini, Federica Amichetti, Emilio Antinori, Ilaria Beretta, Sandro Bisonni, Roberto Bonfigli, Hernan Chavar, Cinquantalire, Francesco Diotallevi, Irene Dipré, Lisa Gelli, Francesca Gentili, Luigia Giovannangelo, Chiara Ludolini, Maurizio Meldolesi, Mario Migliorelli, Michele Mobili, Morden Gore, Hisako Mori, Federica Papa, Sara Perugini, Simona Scarpacci, Raffaella Tirabasso, Tomas, Giorgia Vlassich.

Sono stati dunque invitati a esporre opere aventi come tema il cibo, l’appetito, la fame, il desiderio… presso l’Espace Beaurepaire, a Parigi, dal 19 al 25 ottobre.

All’interno dell’esposizione sono stata chiamata a creare un sotto percorso attraverso la tecnologia della realtà aumentata come strumento portante.

L’idea di base è stata di sviscerare, ma anche deframmentare, il lavoro che ha portato l’artista a restituire al pubblico l’opera in esposizione. Il risultato è stato piuttosto interessante.

Sono partita dal reclutare partecipanti disposti a mettersi in gioco, a stare al gioco, a farsi osservare dentro il loro laboratorio o anche disposti a donare qualcosa di quel lavoro che sta dietro le quinte e che normalmente non viene riportato.

Alcune opere tuttavia non sono state ritenute adatte a questo lavoro sia per contenuti sia per forma espressiva.

Di seguito i nomi degli artisti selezionati per il percorso di realtà aumentata:

Ilaria Beretta, Sandro Bisonni, Hernan Chavar (entrambe le opere), Irene Dipré, Maurizio Meldolesi (entrambe le opere), Michele Mobili (entrambe le opere), Federica Papa (soltanto d.segni 9), Sara Perugini, Tomas.

Osservando e chiacchierando con i singoli artisti, il lavoro della realtà aumentata ha proposto nello specifico quanto segue:

L’opera di Ilaria Beretta offre in realtà aumentata una suggestione riguardante l’idea portante che ha ispirato il suo lavoro: non dimenticare i bravi maestri e come da questi abbiano preso forma i primi schizzi tessili in fibra di carbonio.

La Venere di Sandro Bisonni, si sdoppia, grazie alla tecnologia, per arrivare a svelare l’ispirazione classica dell’opera.

I quadri di Hernan Chavar, grazie alla realtà aumentata, rivelano colori omessi, teschi, casse toraciche, inflorescenze e ispirazioni personali che permettono al visitatore di vedere uno spaccato più vero della sua produzione artistica.

La dea madre di Irene Dipré, rivela alla realtà aumentata, l’alter ego dell’artista. Il suo volto sincero emerge dall’autoritratto per strizzare l’occhio al visitatore e indurlo a portare offerte propiziatrici a New Era/Giunone del trash, nutrice e distruttrice allo stesso tempo.

Le opere di Maurizio Meldolesi mutano al passare dello smartphone, rivelando immagini di scena costruite ad hoc dall’artista stesso. “La realtà ti sembra questa, ma potrebbe essere anche quest’altra” – sembrano affermare i cibi e le bevande nell’atto stesso di essere consumate.

I nudi di Michele Mobili, anch’essi mutano al passare dell’obiettivo giocando sul chiaro scuro e sui punti di vista dell’osservatore.

Le fotografie di Federica Papa sono poste l’una accanto all’altra, cercando bene c’è un uomo più anziano ed è lui che si modifica attraverso la realtà aumentata. Gioventù e movimento emergono dalle cicatrici, armoniche forme non rivelate all’occhio nudo.

Il lavoro di Sara Perugini è arricchito dalla realtà aumentata, l’artista ha deciso di mettersi in gioco scrivendo e descrivendo i passaggi e le motivazioni che l’hanno condotta alla realizzazione dei pesci presenti nell’istallazione. Tutto ciò può essere scrutato solo attraverso uno smartphone.

La complessa opera di Tomas rivela, al passaggio della realtà aumentata, l’intimo legame che la lega al suo creatore. Aprire il proprio laboratorio non è facile, significa affidarsi. Lui decide di farlo e restituisce così al visitatore della galleria una vera e propria superficie specchiante che rivela gesti e forme non scontati. Gesti e forme racchiusi in “Ma boucherie” rappresentano una suggestione pronta per essere rilevata da uno smartphone e che testimonia alcuni passaggi della creazione del quadro stesso.

L’arte, espressione irrefrenabile dello spirito umano, in ognuna delle molteplici forme riflette il simbolo della realtà ultima delle cose in una fusione dinamica fra il sé del microcosmo e il macrocosmo dell’universo. Una spinta dunque inarrestabile, un appetito di ricerca che ci innalza permettendo al finito di diventare infinito, assumendo un significato universale. Ed è proprio qui che l’esperienza dei percorsi in realtà aumentata, secondo me, si innesca per aprire nuovi orizzonti al senso di “compiutezza” dell’opera artistica esposta in galleria.

Un “volo continuo” verso una nuova “compiutezza” che apre i confini del microcosmo per aprirsi all’”incompiutezza” del tendere verso il macrocosmo infinito (Cfr. D. Ikeda, Il volo della creatività. Università di Bologna 1 giugno 1994).

* Ho creato le esperienze di realtà aumentata utilizzando tecnologia Daqri.

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