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big_brother_1984

di Gianni Lorenzetti

Si inscatola l’arte, il sapere, la letteratura finisce sulle t-shirt, la musica si intrappola in un juke box mangia soldi, la scultura e la pittura sono appannaggio di privati facoltosi, il cinema distribuito è prevalentemente di cassa e cassetta, più che altro ormai dvd e blu ray, anzi, file scaricabile. L’arte può e deve essere di massa e per la massa, ma non dovrebbe mai ridursi a produzione, sminuzzarsi in banconote striscianti, ammalarsi di profitto. Anche Musicultura si incastra nella televisione, si inquadra in una terra di nessuno che arriva a tutti, però, bisogna ammetterlo, lo fa con classe e, soprattutto, non per la prima volta. La prerogativa del festival maceratese, la cui sintesi della scorsa edizione verrà trasmessa su Rai 5 domenica con la partecipazione di Francesco Guccini, Josè Feliciano, Giorgio Faletti, Lillo&Greg, Renzo Rubino, Arisa, Marta sui tubi e Neffa, è quella di essere una manifestazione radiofonica più che televisiva, d’autore più che di sole, cuore e amore. Da un lato pensare a Musicultura in tv fa un po’ storcere il naso, anche se dall’altro, in fin dei conti, è l’ottimo connubio tra una televisione di qualità, spesso ricercata, e una tv popolare, capace di colpire la massa, cosa che i mass media di tutto il mondo fanno in continuazione centrando il bersaglio con programmi che sono la paccottiglia nauseabonda prodotta dagli scarti di una società allo sbando. Dopotutto non si può negare che proprio la tv è stata lo strumento chiave del prodotto scaduto che ci troviamo ad essere come società, quindi perché non usarla per invertire la tendenza? Inoltre bisogna anche ammettere che Rai 5 non è esattamente quel canale televisivo generalista che fa sharing da capogiro grazie alle frattaglie catodiche di cui sopra, bensì un canale che da sempre ha imboccato una strada culturale intrigante, in controtendenza e con numeri di ascolto discreti. In ogni caso chi non era allo Sferisterio lo scorso giugno, domenica potrà rifarsi guardando la sintesi dei tre giorni, sorridere alle parole come sempre ironiche di Francesco Guccini che dice addio alla musica per l’ultima volta da un palco musicale di rilievo. Non solo, il cantautore di Pavana ha anche dato la sua benedizione ai Musici, la storica band che lo accompagnava nei concerti, per l’esecuzione dei suoi brani live. Saranno infatti I Musici, ovvero Vince Tempera, Juan Carlos Flaco Biondini, Antonio Marangolo Pierluigi Mingotti, Gigi Cavalli Cocchi e il vocalist Danilo Sacco, ex voce dei Nomadi e, indubbiamente, esperto gucciniano, a portare live il repertorio del grande cantautore. “Questi ragazzi dovranno pur lavarare per mangiare”, aveva detto Guccini nell’arena maceratese lo scorso giugno, prima di sedersi in prima fila e assistere allo spettacolo della band che suonava i suoi brani. Così su Rai 5 si potranno riascoltare Autogrill, Canzone di notte numero 4, Lettera, L’ultima thule e L’ultima volta. Non solo, le immagini televisive riproporranno anche la passionalità di Josè Feliciano che, nello snocciolare Light my fire dei Doors e brani suoi, è stato accompagnato da quella masnada di bravissimi musicisti locali che si racchiudono sotto il cappello de La compagnia di Musicultura. Inoltre proprio dallo Sferisterio Feliciano aveva inviato un saluto all’amico Jimmy Fontana, del quale aveva fatto conoscere in tutta l’America latina l’intramontabile Che sarà. Più abituati al formato televisivo, ma non per questo meno irresistibili, Lillo&Greg divertiranno il pubblico casalingo con le gag che già hanno inondato di risate l’arena maceratese, poi il letterario, istrionico Giorgio Faletti, che tra racconti e musica non farà mancare la sua Signor tenente. Ci sarà Arisa, che proprio allo Sferisterio aveva aperto il suo concerto con una Sincerità sulle note di New York, New York, oppure Neffa,con il suo ultimo lavoro discografico, Molto calmo, o i Marta sui tubi con uno straordinario Disperato erotico stomp in omaggio a Lucio Dalla. Infine il ritorno di uno dei vincitori dell’edizione 2011 di Musicultura, Renzo Rubino, divenuto star grazie alla sua bravura e vittoria del premio della critica allo scorso Sanremo con la canzone Il postino, amami uomo. Poi i concorrenti, tra i quali il maceratese Simone Cicconi, l’urbinate Ducadombra e l’anconetano WinstonMcnamara, oltre ovviamente al partenopeo-ispanico Alessio Arena, vincitore assoluto dell’edizione 2013 del festival. Insomma, una serata telvisiva, ma diversa dalle altre, particolare, più culturale e utile, intrisa di note importanti. Per una sera si potrà guardare la tv evitando le parole solitamente sacrosante di Ascanio Celestini: “Che fanno di bello stasera in tv? Niente. Allora, tutti insieme sul divano, davanti alla tv, siamo rimasti a guardare niente”.

(Nella foto un’immagine del film 1984 di Michael Radford)

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