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CORTILE MICHELOZZO

di Giuliana Guazzaroni

Il 14 dicembre scorso a Palazzo Medici-Riccardi, a Firenze, si è discusso di Futuro e di come l’Arte Quantistica (Quantum Art) possa essere accresciuta grazie alla Realtà Aumentata (Augmented Reality) e, più in generale, come l’unione fra l’Arte e la Realtà Aumentata possa migliorare il mondo che viviamo proponendo una visione ampia in grado di delineare orizzonti nuovi di Eco-Economia.

In un’intervista di qualche giorno fa Bruce Sterling, il famoso scrittore statunitense, conosciuto per essere un sostenitore entusiasta della Realtà Aumentata, ha affermato che questa è importante perché incarna una di quelle grandi ricerche metafisiche messe in moto dalle Scienze Informatiche – Cos’è la realtà, cosa possiamo fare alla realtà?

La Realtà Aumentata non è rappresentata da strumenti e applicazioni presto obsolete, ma piuttosto da un punto di vista più ampio in cui è presa in considerazione la grande ricerca (“Quest”) metafisica operata dalle Scienze Informatiche. Il termine “Quest” in inglese indica appunto una cerca o una ricerca come quella mitologica che inizia con un viaggio verso un ideale alto, come la ricerca del sacro Graal. Non parliamo dunque di una ricerca scientifica o tecnica (“Come funziona quest’applicazione?”), quanto di un viaggio metafisico d’investigazione con un obiettivo coraggioso che ha anche a che fare con mitologia e poesia. Questo è esattamente il punto in cui Arte Quantistica e Realtà Aumentata s’incontrano per operare cambiamenti in grado di offrire strumenti interpretativi e comunicativi contemporanei.

Reinvenzioni metodologiche della realtà, volte al rilancio culturale locale possono, infatti, rappresentare esperienze in grado di offrire un richiamo più vasto e un legame proattivo con luoghi ed eventi, finalizzati ad agire nel promuovere lo sviluppo di movimenti artistici dell’era quantistica correlati culturalmente tramite forme di AR-marketing territoriale alle strategie di crescita dell’innovazione d’impresa e di espansione internazionale di sistemi di Eco-economia nel mercato globale.

Un utilizzo sistematico e metodologicamente corretto delle svariate forme di realtà aumentata è quanto di più auspicabile si possa sviluppare nella costruzione di Smart City. All’interno della città, in un futuro ormai prossimo, reti di cittadini consapevoli saranno in grado di fruire diversi piani di realtà per soddisfare esigenze multiformi e appropriate a comunità multiculturali e a situazioni di plurilinguismo. Allo stesso tempo, la città Smart saprà offrire narrazioni differenti costruite sapientemente per venire incontro alle molteplici esigenze artistiche, culturali e linguistiche. Sarà come reinventare di volta in volta un’offerta artistica complessa che vive e si trasforma attraverso le interazioni, anche emozionali, delle persone che la vivono (Guazzaroni, 2012).

Si è proposto pertanto di creare strategie di AR-marketing innovative che agiscano su piani differenti, avendo queste ultime completamente superato logiche promozionali non più adeguate per un’epoca quantistica in cui la conoscenza si diffonde attraverso connessioni reticolari complesse (Siemens, 2006) che mutano la propria forma in base alle interazioni di cittadini informati. In questo contesto, le narrazioni di realtà aumentata sono recepite quali superfici specchianti, gesti, forme e linguaggi non scontati (Calegari, 2000-2006; Rizzolatti & Fabbri-Destro, 2008), ma in grado di richiamare una dimensione emozionale (Damasio, 2010; Guazzaroni & Leo, 2011) e di innescare meccanismi reticolari di costruzione della conoscenza dove anche una partecipazione periferica è legittimata (Lave & Wenger, 1991).

L’ADAM ha sviluppato insieme con la dottoressa Giuliana Guazzaroni una forma d’arte sperimentale che associa Tecnologia informatica ad altissimo livello alle arti visive e alla poesia. Da questo esperimento inziale si è sviluppato un percorso e una tecnologia che può essere vista come il futuro espositivo per luoghi d’arte, enti pubblici e aziende. Il valore economico di tale sperimentazione può da qui a breve assumere proporzioni importanti poiché consentirebbe ai fruitori protagonisti uno strumento all’avanguardia per promuovere territori, singole iniziative o anche prodotti di qualsiasi natura.

A Palazzo Medici-Riccardi il 14 dicembre scorso erano presenti, oltre all’ADAM Accademia Delle Arti Macerata, i rappresentanti del gruppo internazionale della Quantum Art (Ego-CreaNET), la Provincia di Firenze, l’Università di Firenze, l’Università di Pavia, l’Università Politecnica delle Marche e altre realtà come TG-Dragon Sculpture & Painting Gallery, eTwinning Italia, P.T.W. Multimedia, HiSolution, Fiorgen, Le Tribù della Terra, Bioarte, Ecto Musica, C.S.A. Service, Multimedia Touring, MDN Mediterranea Design Network, Arte e Scienza, Arte in Umbria ecc.

Durante la giornata si sono alternati i relatori dei workshop instaurando un dialogo interattivo con il pubblico, al fine di arrivare a proposte concrete da portare avanti nell’arco del 2013.

Nello specifico i workshop sono stati:

  • Roberto Denti, Chen Xu, Li Jin: “Il ruolo Internazionale dell’Arte Quantistica” (The International role of Quantum Art);
  • Li Jin: “Catturare l’energia dell’anima, per far brillare la verità nell’arte” (Capturing the energy of soul, to make the truth in art shine);
  • Trettnak Wolfgang: “Arte quantistica e oggetti luminescenti” (Lumen, luminis performance);
  • Massimo Pregnolato: “L’espressione poetica quantistica” (The quantum poetic expression);
  • Fabio Bottaini: “Ecto Musica” (Ecto Music);
  • Daniela Biganzoli: “Quantum Art come scintilla del cambiamento” (Quantum Art as a spark for change);
  • Piero Antonio Bernabei: “Vecchi e nuovi orizzonti” (Old and new horizons performance);
  • Giuliana Guazzaroni: “Conoscere la realtà aumentata in un contesto innovativo, economico e sociale nuovo” (Getting to know augmented reality in a new and innovative economic and social context;
  • Alessandro Seri: “La cultura come volano dell’economia di un territorio” (Culture as a driver of the economy of a territory;
  • Marcello De Luca: “Design, arte quantistica e realtà aumentata” (Design, quantum art and augmented reality);
  • Pier Luigi Albini: “Esplorazioni per un’estetica nuova” (Exploring a new aesthetic);
  • Paolo Manzelli: “Q.AR.te – Nuovi orizzonti dell’Arte Quantistica e della sua disseminazione in realtà aumentata” (Q.AR.t – Quantum Art new horizons and its dissemination in augmented reality).

La missione del progetto “Q.AR.te” (Q.AR.te = Quantum AR for Territorial marketing), nato all’interno della conferenza e promosso dal gruppo internazionale della Quantum Art e da ADAM Accademia Delle Arti, fra i diversi partner, si focalizza attorno a problematiche umanistico-sociali, intese a favorire un’azione strategica di cooperazione internazionale, a partire dai diversi territori culturali di provenienza degli attori del progetto, coordinati nel promuovere l’innovazione della società globale.

Il coordinatore della conferenza, il professor Paolo Manzelli, ha affermato che “perseguendo la missione programmatica il “Quantum Art Movement” desidera attuare iniziative finalizzate a:

  1. Dare un contributo al superamento della crisi economica per investire in futuro nella creatività e nell’innovazione della scienza, dell’arte e della tecnologia per migliorare la società a un livello più ampio;
  2. Potenziare la diffusione dell’Arte per mezzo delle tecnologie della Realtà Aumentata, in modo da rispondere alle preoccupazioni su come l’arte contemporanea possa oggi contribuire a una migliore qualità della vita e dell’ambiente.

Infine, dal 2013, le principali attività di una piattaforma in rete del progetto saranno incentrate allo sviluppo di prestazioni di marketing artistico, territoriale e d’impresa. Saranno finalizzate alla condivisione del cambiamento sociale ed economico, orientato globalmente verso l’innovazione creativa espressa dell’incontro tra Quantum Art e AR-Technology.

Alessandro Seri ha affermato che l’ADAM, cosciente dell’importanza che una nuova forma d’arte e tecnologia applicata a essa può avere, vuole iniziare una seconda fase del progetto, entrando in contatto con tutti quei soggetti privati e pubblici che possono migliorare, attraverso l’innovazione tecnologia e la cultura, la loro visibilità e il loro posizionamento sul mercato. Il valore, anche economico, di tale sperimentazione se ben indirizzata, può essere molto superiore alle previsioni e per questo motivo non va dispersa nessuna energia su progetti di bassa qualità o di limitato spazio temporale. La qualità del prodotto, quale esso sia, da associare alla realtà aumentata così come ipotizzata, deve essere molto alta proprio per differenziarsi da una precoce standardizzazione del progetto.

Le strade sono state aperte, ora bisogna camminarci sopra”.

(Foto: cortile delle colonne detto anche “di Michelozzo”, cortesia di Provincia di Firenze).