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1983-2013: dall’11 al 13 Aprile il Terminal festeggia i suoi 30anni di vita. Lo storico circolo arci di Macerata ha avuto un ruolo fondamentale nel far conoscere la musica underground ed infatti nel locale hanno suonato gente come i Mau Mau, i 99 Posse e  la  Banda Bassotti. Il circolo più grande delle Marche si è animato delle più positive vibrazioni: giovedì 11  i festeggiamenti vengono aperti da una jam session jazz con Filippo Gallo ed altri jazzisti maceratesi. Il pubblico viene coinvolto dagli Aedi, gruppo di cangianti innesti sonori che ormai dalle Marche sono arrivati ad affrontare palchi internazionali. Suonano energici lanciando cembali e bacchette a dei ragazzi in prima fila. Tra Aedi-pubblico si  instaura un feeling speciale e le percussioni prendono il sopravvento un po’ ovunque, tavoli compresi. Marco Cecchetti, barista e anima del Terminal, viene chiamato sul palco e, dopo aver salutato tutti, si  lascia trascinare sulle note dirompenti di Rabbit on the road. E ancora la serata mangia ore e sudore della gente che si dimena in pista con il dj Rag. I festeggiamenti al Terminal riprendono venerdì 11 con i giochi di luci e forme del videomapping show di Luca Agnani, giovane artista maceratese che ci  catapulta nell’ultima frontiera della realtà umentata. ‘Mappato’ il mondo si riproduce e si anima tramite tecnologia 2D e 3D. Irrompono i Tetuan,  trio sperimentale dream noise, e i Nevroshokingiochi, con il loro post rock sfibrato da atmosfere grunge, entrambi di Macerata. La propensione a lasciarsi travolgere c’è, il pubblico si dimena, si beve e si pensa già alla serata dell’indomani. Sabato 13 si conclude la trentennale del Terminal e si conclude con una frotta di gente fuori e dentro il locale già dalle 23. Inizia Sigaro della Banda Bassotti: apre la serata con le sue letture di storielle più o meno verosimili, strattonate dalla cadenza romanaccia. C’è Adamo e la sua mela nel racconto, anzi la mela che è  dell’albero. E le paure, la paura, quella che abbiamo tutti, fin da bambini. E poi imbraccia la chitarra ed allora inizia un canto malinconico ed un poco disilluso, lasciandoci sulla melodia di What a wonderful world. La sorpresa più succosa della serata, però arriva poi  con Marino Severini che raggiunge il palco trionfante come sempre. Lui e la sua Gang regalano al pubblico ore di euforico sogno musicato. E’ mezzanotte e Severini saluta tutti dicendo che lui cambierà la sua scaletta solo quando ‘un qualcuno’ si toglierà dalle scatole. Non ci vuole troppa fantasia per capire di chi e di cosa si sta parlando. E comunque la scaletta dei pezzi storici dei Gang non delude: si salta, si canta e si urla. Con canzoni come La corte dei miracoli, Bandito senza tempo, Sesto San Giovanni  quei pugni alzati li vedi che quasi vorrebbero toccare il cielo. “Torniamo ad essere una comunità” dice Marino presentando La pianura dei sette fratelli : qua dentro ci sono le origini, la terra, il sentimento di quell’umanesimo contadino che dovremmo ritrovare, da qualche parte. E ancora c’è Kowalsky esplode in una ballata folk che ci porta con sè nel suo viaggio ricco di incroci, strade interrotte e nuove vie da intraprendere. Comandante congeda i Gang che sul finale coinvolgono anche Sigaro e Marco Cecchetti sul palco. Le danze euforiche proseguono con i Rock on the Rolls che si dimenano in un blues da strapazzo su pezzi veloci e scanzonati. Raro vedere e sentire tanto entusiasmo durante un concerto e ancora una volta la musica è partecipazione, quella che vogliamo. Dunque, “Buonanotte ai viaggiatori” e lunga vita al  Terminal!

(foto Terminal)

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