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A dark dress

di Elisa des Dorides

A scuotere il tedio domenicale ci pensa il centro sociale di Macerata, il Sisma. Il 14 Aprile, infatti, è una giornata di incontri d’arte differenti. Mestieri e sapori, sperimentazioni ed performance. Dalle 17 si entra a sbirciare la mostra Macerata Accomodante con le esposizioni di Hernan Chavar, Nicola Alessandrini e Lorenzo Bartolucci: tre giovani artisti ormai molto conosciuti nelle Marche e non solo. Il primo amante degli insettoni giganti e creature umanizzate, al contrario creatore di umani deformati. Il risultato è un colpo allìocchio di nature che vengono fuse tra loro. Il secondo, invece, entra e nella dissacrazione di icone proprie della nostra cultura popolare e ne fa una sorta di mantra per ‘cammino pittorico’. Lo sguardo ironico pervade i lavori di Lorenzo, dedito all’istallazione e alla fotografia.
C’è poca gente ancora ma si è già in trepidazione per gli eventi della serata. Sul primo imbrunire ecco che il centro sociale inizia a riempirsi. Nella sala a fianco, alle 18, viene proiettato Senza Trucco: documentario prodotto da Marco Fiumara su quattro donne che producono vino in zone diverse d’Italia. Madri, contadine ed imprenditrici ci raccontano le loro vite caratterizzate dalla passione per il loro lavoro. Dora vive in Toscana ed è una lavoratrice instancabile, mani nodose e fiera cacciatrice,  ha raccolto la dedizione per la  campagna dal padre. Poi c’è Nicoletta, figlia di Giorgio Bocca, la quale vive in Piemonte e lavora tra vigne vecchissime che lei stessa ha recuperato e ha riportato a produrre dell’ottimo vino. Elisabetta, invece, vive in Trentino e ci spiega con chiarezza e precisione i vari processi di questo lavoro. Arianna è passata dall’università di Milano alle vigne siciliane: braccia forti e sguardo fiero alla faccia del radicato maschilismo proprio di chi lavora in questo ambiente. Ognuna di loro ha  un’eredità da portare avanti e ognuno lo fa con la dedizione genuina, consapevole della fatica che il lavoro richiede, con un piglio di commozione così tanto vicina all’amore per la propria terra.

A seguire, l’aperitivo cena, dalle 20 in poi. Prima della musica. A partire dalle 22 si susseguono tre gruppi: A dark dress, duo elettrico acustico di Ascoli Piceno che presentano il loro ultimo elaborato sonoro accompagnato dalle proiezioni di Lucky Assembler. Con loro si naufraga in onde psichedeliche elettroacustiche. Un dialogo che veste altre forme. Lo spazio si dispiega all’infinito, il flusso comincia a scorrere, forse è il tempo, forse è solo troppo alcool, ma tromba, urla e suoni campionati sono un mix fatale per perdersi. E’ la volta degli Oslo Tapes. E anche con loro troviamo riverberi di flutti, il noise che lambisce l’onirico dipanarsi, la chitarra dolente che sospinge l’atmosfera, un cerchio spezzato, aperto che preme sulle nostre teste e poi solleva altrove. In trans da risonanze cosmiche, il progetto Bologna Violenta strappa l’equilibrio col suo grindcore d’assalto ormai sguinzagliato in territorio nazionale. Lui, Nicola Manzan, solo con i suoi riff  di chitarra distorti, si dimena tra voci registrate in un corto circuito di citazioni. Con i timpani distrutti e gli occhi fulminati, la serata si conclude. E’ un buon modo di varcare soglie, anche questo.
Macerata, accomodante o no, dal vino al rumore sperimentale, domenica ha inflitto buona dose di cultura altera.

(in foto A dark dress)

 

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