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di Marco Di Pasquale

Buttando lo sguardo nella prima fila della platea, la cosa che individui prima di lui è quella chioma bianca ed indomita, e guardando più in basso scopri i lineamenti fieri che l’accompagnano e continuano a testimoniare per il mondo il messaggio della ribellione. Nelle due occasioni che ho avuto di vederlo ed ascoltarlo dal vivo, al Licenze poetiche Festival nel 2007 e recentemente ad Ascoli Piceno, invitato dal poeta Davide Nota, Jack Hirschman, già a prima vista, sembra confermare quella portentosa coincidenza che si dice esista a volte tra corpo e spirito dei poeti. Lui, tra i maggiori personaggi del panorama letterario statunitense, una figura che ha affascinato ed ha convinto, che è stata contestata ed ostracizzata, ma che in definitiva ha segnato un’epoca della riflessione politica e sociale, oltreché poetica, dell’intero Occidente.
La storia di Hirschman comincia nel 1933 a New York, precisamente nel Bronx, una realtà in cui le disparità ed i conflitti sociali sono quotidianamente tangibili e che segnano fin da subito un giovane e sensibile abitante che diverrà, da liceale, reporter per i giornali del quartiere. La passione per la letteratura lo porta alla laurea con una tesi su James Joyce e successivamente, negli anni Sessanta, all’insegnamento alla UCLA University in California dove, tra i tanti studenti ammaliati, avrà anche il cantante dei Doors Jim Morrison. Ma questo è solo un aneddoto curioso riguardante la sua esperienza universitaria, durata cinque anni, durante i quali otterrà una borsa di studio che lo porterà in Europa, tra Parigi, Grecia ed Inghilterra, dove lo sorprende l’inizio della guerra del Vietnam. Questo evento disastroso per gli Stati Uniti darà l’occasione ad Hirschman di dimostrare il suo atteggiamento ribelle ed antimilitarista aiutando i suoi studenti ad esimersi dalla leva grazie alle “A”, il voto più alto, da lui assegnate, ma questo sarà anche il motivo della sua espulsione dalla UCLA. Dal 1967 si stabilisce a Venice, in California, dedicandosi esclusivamente alla scrittura, alla traduzione e alla pittura e definendo progressivamente il suo percorso intellettuale e politico attraverso la collaborazione con la rivista «Tree» e l’adesione, nel 1980, al Communist Labour Party, con il conseguente ingresso nella schiera dei movimenti dissidenti mondiali come attivista culturale (importantissima la sua esperienza come direttore di «Compages», rivista di poesia rivoluzionaria di portata mondiale).
Tuttavia, fin dall’inizio del suo percorso di autore sono innumerevoli le esperienze e le sperimentazioni che, ad esempio, già negli anni Cinquanta lo portarono vicino alla Beat Generation, ma solo provvisoriamente visto l’allontanamento maturato dopo una riflessione senza sconti sul carattere troppo “borghese” del gruppo di Ginsberg e compagni. La visione di Hirschman del gesto poetico compete più all’ambito politico che a quello idealmente o misticamente ribellistico e per questo si avvicina più ai movimenti delle Black Panthers ed a poeti “impegnati” come l’amico e sodale culturale Amiri Baraka.
Questa incardinazione concettuale si sviluppa e si manifesta pienamente nel mastodontico progetto di scrittura degli “Arcanes”, avviato nel 1972 e non ancora concluso, comprendente più o meno 250 componimenti per lungo tempo rimasti inediti e che rappresentano, secondo lo stesso poeta, la trasformazione dialettica materialistica di ciò che è spesso alchemico o mistico. Essi si sforzano di portare avanti il significato spirituale del pensiero e del sentimento dialettico in un senso personale e politico.
Poiché Hirschman sente profondamente l’identità tra storia privata, spesso protagonista negli “Arcanes”, e storia della società, nelle poesie egli inscrive questi due dati apparentemente distanti in un unico recinto che è quello della consapevolezza di esistere in questo mondo con la missione di ergere un muro contro il caos ed il fascismo che tentano senza soste di impadronirsi delle nostre vite e della società. Anche la sua assidua attività di traduttore, vista secondo questa prospettiva, altro non è che il tentativo di iniettare nel circolo linfatico del pensiero mondiale il germe della riflessione, dell’opposizione critica e lo spunto per trasformare tutti noi in baluardi di resistenza.
Da questa missione di cui Hirschman si è investito si deduce la sua inesausta ricerca della libertà, l’anelito che vuole appassionamente condividere con le migliaia di persone che incontra da molti anni a questa parte, specialmente in Italia dove è spesso ospite grazie ai molti letterati e lettori che lo apprezzano e lo invitano a dibattiti pubblici come quello organizzato per stasera da Peppe Barbera, Giorgio Serafino e Giuliana Foresi, in collaborazione con la Fango Assami e i Divino Inversi, che si terrà a Civitanova Marche allo chalet “La Bussola”, alle 21:30. Sarà un’opportunità rara ed imperdibile per conoscere una delle personalità principali della poesia mondiale, in cui il reading si mescola a ricordi e riflessioni sul lungo viaggio del poeta nel mondo della parola come testimone della rivoluzione.

(foto tratta dal sito www.romerevolutionarypoetsbrigade.blogspot.it)