Tag

, , , ,

dolci

di Meri Bracalente, Teatro Rebis

La poesia è un dono fatto agli attenti che implica destino. (P. Celan)

Danilo Dolci è stato un uomo così attento da rendere il suo stesso destino un dialogo poetico che evolve il mondo. Erich Fromm scrive “se la maggioranza degli individui non fosse così cieca davanti alla vera grandezza, Dolci sarebbe ancora più noto di quello che è. E’ incoraggiante tuttavia il fatto che sono già molti coloro che lo capiscono: sono le persone per le quali la sua esistenza e il successo della sua opera alimentano la speranza nella sopravvivenza dell’uomo”. Attenti, però, devono necessariamente essere anche coloro che incontrano oggi i suoi scritti e le tracce vive del suo operato perché, mentre i più grandi intellettuali del mondo si esprimevano in solidarietà al suo lavoro e all’estero, per lo più, gli si attribuivano alcuni tra i massimi riconoscimenti internazionali, in Italia è davvero un po’ il destino a decidere se si è tanto attenti da meritare di conoscerlo, o ricordarlo. La Boston University Library raccoglie la maggiore documentazione riguardante Danilo Dolci, mentre qui solo negli ultimi anni conosciamo tentativi di ristampa di libri di e su di lui. In fondo non deve sembrarci una prassi tanto scandalosa se, nel nostro paese, ancora Maria Montessori è confusamente nota per essere stata l’ultimo volto delle mille lire, o magari per titolare un grande numero di scuole che non applicano il suo metodo. Così è per molte altre donne e uomini profeti del nostro tempo.
E’ davvero difficile inoltre indicare una categoria che possa raccontare Dolci: poeta, filosofo, sociologo, educatore, certo, ma forse per lui andrebbe istituita anche la categoria “uomini immensamente scomodi”.
Il Teatro Rebis approfondisce lo studio della figura di Danilo Dolci nel 2008 dedicandogli la terza edizione di “Non ho tempo, serve tempo”, festival di teatro organizzato dal Comune di Macerata in collaborazione con A.M.A.T, per la direzione artistica di Andrea Fazzini e Giuditta Chiaraluce. In tale occasione si sono stretti i primi contatti con Il “Centro per lo Sviluppo Creativo ‘Danilo Dolci’ di Palermo”, con il figlio Amico e il biografo Giuseppe Barone, ai quali negli anni si sono aggiunti altri determinanti incontri con alcuni di coloro che furono suoi stretti collaboratori e anche con molti altri che, come noi, hanno sentito il bisogno di attingere a un pensiero che ha lo scopo primo di seminare domande, a partire da quelle che riguardano l’uso che facciamo delle parole, un uso che non può prescindere dall’acquisizione delle capacità di osservare, vedere, ascoltare, immaginare, comunicare.
Ed è proprio nell’intendere il comunicare quale legge della vita che si sostanzia Il metodo della maieutica reciproca che, socraticamente inteso, è già la celebrazione consapevole, forse per la prima volta nella storia, della libertà che può darsi solo nella ricerca del vero. Il metodo maieutico è stato sviluppato e praticato capillarmente nel suo lavoro da Dolci che lo ha collegato imprescindibilmente ai problemi dello sviluppo comunitario contemporaneo. Esso viene attualmente praticato in Italia e all’estero da diverse associazioni che si occupano principalmente della dimensione educativa e dello sviluppo sociale legati alla Nonviolenza. Il Teatro Rebis riconosce nell’esperienza della maieutica reciproca un punto di forza cruciale per un approccio più consapevole alle questioni che riguardano il teatro stesso, e viceversa individua nel linguaggio teatrale la possibilità di creare canali di risonanza all’esperienza maieutica. Così progetta e realizza negli anni, in stretta concertazione con il Centro Studi, numerosi laboratori e incontri con scuole di ogni ordine e grado, per esperire e condividere la necessità dello svelarsi maieutico.
Da un punto di vista più propriamente performativo produce infine uno spettacolo dal titolo ‘io non so cominciare’, che ha debuttato nel giugno scorso all’interno dell’ e45 Napoli Fringe Festival. Non un’opera agiografica, ma un lavoro che, con Dolci, si rivolge direttamente alla logica della sensazione attraverso la costruzione di immagini dalla forte radice visionaria e interroga, in muto dialogo, lo spossamento della coscienza individuale e del nostro tempo.

“Ma essenziale è poetare ogni rapporto
dalla sua intima profondità: la più abissale
poesia non si fa con le creature, di creature?”

Questo piccolo articolo non può esaudire la richiesta di raccontare quanto si è generato per il Teatro Rebis dall’incontro con la figura di Danilo Dolci, certo è qualcosa che riguarda l’aprirsi.

Questa sera alle ore 21,15 presso la Galleria Mirionima (piazza della Libertà – Macerata), Amico Dolci, figlio di Danilo, sarà ospite della rassegna Licenze Poetiche per la presentazione della raccolta di versi “Un cosmo vivo, poesie 1970-1997” , Edizioni Libreria Dante & Descartes.
Giovedì 22 maggio sarà invece ospite delle iniziative che si svolgeranno presso gli spazi degli Antichi Forni, in occasione della settimana della Nonviolenza e della conclusione del progetto comunale “La mia scuola per la pace”, Giuseppe Barone (scrittore, biografo di Danilo Dolci, Vice-presidente del Centro per lo sviluppo creativo ‘Danilo Dolci’ – Palermo). Barone curerà nel pomeriggio un laboratorio di maieutica reciproca aperto alla cittadinanza e dalle 21 condurrà un incontro, accolto in primis dalla Scuola Popolare di Filosofia, sul tema “Danilo Dolci tra Etica, Educazione e Filosofia”.
Agli attenti allora lasciamo la scoperta, o la riscoperta, di un uomo tanto giusto quanto ingiustamente poco conosciuto, che decidiamo di evocare alla più limpida curiosità di ciascuno attraverso alcuni titoli di scritti che si può dire interessino principalmente le scienze umane e dell’educazione, ma che forse tendono tutti per estensione a quel fare (ποιέω) in cui la parola poesia si origina.

Fare presto (e bene) perché si muore. Processo all’articolo 4. Spreco. Verso un mondo nuovo. Chissà se i pesci piangono. Non esiste il silenzio. Poema umano. Palpitare di nessi. La comunicazione di massa non esiste. Dal trasmettere al comunicare. La legge come germe musicale…

Annunci