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di Michele Mobili

Capita, oramai raramente, che qualche Artista abbia il coraggio di rinnovarsi, di stravolgere uno schema, di iniziare un nuovo filone. Spesso, troppo spesso, è facile abitudine ripresentare in dieci modi diversi la stessa opera fortunata, il cavallo di battaglia alla fine sfiancato da troppe cariche, la via veloce verso l’arte (volutamente in minuscolo). Quando poi si parla di un fotografo di livello internazionale come Eriberto Guidi, un giovanotto classe 1930, famoso per il rigore del bianco e nero con cui ha accompagnato quasi tutta la propria produzione, che incontra la fascinazione del colore, allora siamo sicuramente davanti ad un evento che merita una visita approfondita. Questo accade e si mostra presso il centro studi “Osvaldo Licini”, a Monte Vidon Corrado.

Il nome altisonante di Licini ben si sposa a questo nuovo lavoro di Eriberto Guidi, basti citare per entrambi la passione con cui raccontano il paesaggio della nostra terra, con lo sguardo di occhi giovani, soprattutto in età non più verde. Ma, citando Picasso, “Ci vuole molto tempo, per diventare giovani”.

Eriberto Guidi reinventa il suo paesaggio marchigiano, crea il colore con processi tradizionali che applica con maestria alla fotografia a colori, aggiunge luce e colore e porta, per l’appunto, “il cielo dentro la terra”. Sentirlo spiegare il modo di intervento sule immagini ha del soprannaturale, per come riesce a portare con pochi gesti esatti l’intenzione del colore nel suo modo di raccontare. Ed ha ancora negli occhi la semplicità di un ragazzino, quando ammette di non saper usare Photoshop, e chiama il computer “amico”, pur non avendone amicizia ricambiata. Il processo di creazione delle immagini diventa un atto di volontà, di modificazione delle parti, aggiunta di colore selettiva, intervento manuale in ogni parte della produzione. Un modo antico di avvicinarsi alla fotografia, da Maestro vero, fatto di gesti che proseguono il contatto con l’immagine e ne conducono la realizzazione come in pittura, pennellata dopo pennellata.. Eriberto padroneggia il colore e ne fa strumento assolutamente nuovo, al colore arriva dopo diversi decenni di Bianco e Nero di livello assoluto, che gli valsero, tra l’altro, copertine su riviste internazionali.

Questa nuova via illuminata di colore e contrasto, declinata con il rigore di inquadrature rigorose, ci porta in giro per la nostra piccola patria, in sorvolo su contrasti lunari, in scorci pitturati due volte da immagine e colore aggiunto, quasi a dare ulteriore spessore con le parti di colore innaturali ai paesaggi, eppure perfettamente poetiche, che danno immagine nuovissima agli scorci e alle vedute fino a portare il cielo dentro la terra, con la forza di un ragazzo che padroneggia la luce da Maestro e che inventa ancora un modo di raccontare, alla delicata età di 84 anni. in mostra presso il centro studi Osvaldo Licini, Monte Vidon Corrado.

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