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di Michele Mobili e Ilaria Piampiani

“Cinque ragazze con la loro passione per l’arte fotografica si sono messe in discussione intraprendendo un viaggio con se stesse, portatrici di uno sguardo esteso a 360°, affamato di bellezza, emozione, odori e voci che diventano familiari. Cinque vite immerse in quelle altrui, solo per il tempo di uno scatto o nell’attesa di un gesto atteso e immortalato. Non è stato e non sarà, dunque, difficile cogliere in ogni singola immagine l’ampio respiro che continua ad animarle, seppure nell’immobilità e nella fissità del momento.” Ilaria Piampiani

I nomi di “Penelope”, il cui sguardo si riflette nella mostra che si inaugurerà oggi 5 maggio fino al 7 maggio, nella splendida cornice della Sala della Specola alla Biblioteca Mozzi Borgetti, progetto curato da Ilaria Piampiani e presentato all’Unifestival tramite la lista studentesca BigBang, porta le opere di cinque giovani fotografe non professioniste: Laura, Chiara, Francesca, Martina, Caterina.

tutte giovani e appassionate di arte fotografica, vengono da esperienze diverse e presentano scatti caratterizzati da registri e stili molto diversi. Già dalle presentazioni che fanno di loro stesse, si colgono le motivazioni individuali, le radici che avvicinano e portano alla scelta della fotografia come mezzo di espressione e di documentazione, le sorgenti da cui scaturiscono le immagini raccolte con sguardo lieve ed attento dai quattro angoli del mondo.

Ci troviamo, nello spazio di pochi metri, ad accompagnare numerosi istanti stampati, giochi di emozioni fermate, metriche declinate con il rigore del documento visivo, punti di vista che descrivono prospettive inusuali, incontri e situazioni casuali e diverse piccole emozioni rubate all’istante e rese eterne, eternamente vive. Vediamo così i colori dei paesi lontani, le architetture che trasformano la semplice forma in momento d’arte, incontriamo persone diversissime giustapposte senza schema preordinato e comunque capaci di raccontare l’emozione del viaggio, della scoperta di spazi e persone così lontane dal nostro quotidiano, raccontate con immediatezza, con la freschezza e la semplicità di uno sguardo mai semplicemente distratto e ancora attento ai riflessi delle sfaccettature di mondi lontani proiettate nei vetri dell’obiettivo.

I cinque nomi di Penelope imbandiscono una tela multicolore di colori primari raccolti viaggiando senza arrivare, lavorando con attenzione paziente e senza sfasciare di notte il lavoro del giorno, ma anzi continuando a tessere sempre con nuova lena, con nuova curiosità. Una Penelope, Ilaria Piampiani, ha raccolto le fila di queste cinque giovani donne, ammaliata dai colori delle immagini, affascinata dagli effetti di un chiaroscuro su di un volto segnato dal tempo, rapita dall’innocenza di uno sguardo che rimarrà eternamente fanciullo grazie all’ immediatezza di uno scatto. Ilaria, la curatrice della mostra, definisce nell’introduzione al catalogo fotografico l’anima di tale idea divenuta realtà, con queste parole:

“Proprio dalla volontà di rappresentare, seppure in minima parte, le diverse facce di questo mondo contorto in cui viviamo, trae origine questo progetto inedito e appassionato, la cui unica ambizione è quella di invitare chi guarda a riscoprirsi un essere umano prima di tutto, cullato e affascinato dalla Fantasia e dall’Immaginazione.“

Fantasia e Immaginazione risultano essere, così, due ingredienti fondamentali cui il visitatore deve attingere per potersi immergere pienamente e completamente nelle foto esposte; esse non vanno semplicemente osservate bensì, anche attraverso il suggestivo sottofondo musicale che raccoglie le più belle colonne musicali della storia cinematografica, da Ennio Moricone ad Hans Zimmer, devono spingere chi guarda a sentire l’armonia di una lingua differente, a odorare un intenso profumo di spezie, a percepire la vertigine di un grattacielo.

“Lo sguardo di Penelope” è tutto questo: il coraggio di sei ragazze di imbarcarsi in una nuova avventura, “spiando dietro una colonna, sedendo fino al tramonto, affidandosi all’istinto e all’irrazionalità, allontanandosi da un porto sicuro”.
Si salperà per questo viaggio inedito alle ore 16.30, in compagnia della buona musica acustica di Michele Galluzzo, Adriana Russi e Paolo Gelosi, e indirizzati dalle splendide ed evocative parole di poeti come Tiziano Terzani, Rubén Blades e Isabel Allende, declamate dalla raffinata presenza di Maria Silvia Marozzi. Dunque

“Laura, Chiara, Francesca, Martina, Caterina ed io vi invitiamo ad ascoltare, assaggiare, scoprire questo nostro sguardo, così come lo vedete esposto, privo di inibizioni e timidezza, privo di paura e denso di quella fame di colori che tanto Baudelaire pretende dal mondo.”

FOTO: MARTINA DORI, foto esposta in mostra e inserita nel catalogo