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di Giulia Boschi

Come in ogni spettacolo che si rispetti con l’ultimo week end dello scorso 7 febbraio cala il sipario sulla prima fase della XXV edizione del Musicultura Festival.
I tre fine settimana delle audizioni live hanno visto salire sul palco del Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata ben 46 artisti provenienti da tutta Italia.

Pur essendo il Festival per la Canzone Popolare e d’Autore è sempre un piacere vedere come venga lasciato spazio alla libertà d’espressione dei numerosi artisti che si esibiscono nell’arco delle serate, senza per forza ricercare il solo stile cantautorale.
Il pubblico presente in sala ha potuto gustare anche questa volta una scelta musicale estremamente eterogenea che spaziava dal rap alla canzone popolare e dialettale, dal pop al rock.

Ciò a cui punta il Musicultura Festival è la ricerca di una canzone che sia completa non solo dal punto di vista musicale, ma che sia anche ricca nei contenuti testuali.
Si vuole ricreare l’amore per la musica vista come pura arte, senza tutte le banalizzazioni economiche e di mercato a cui è soggetta oggi.

Il concetto della brutalizzazione commerciale in cui è costretta attualmente la musica è stato ribadito per altro anche dai tre ospiti che hanno fatto da padrini, distribuiti uno per ciascun venerdì, ai tre week end di audizioni live.
Ultima dei quali, dopo Fabio Concato e Pilar, è stata Tiziana Tosca Donati, in arte Tosca.
La cantante ha sottolineato nell’arco del suo incontro con il pubblico, avvenuto prima della serata presso la Civica Enoteca Maceratese, come oggi sia sempre più forte la necessità di soddisfare il proprio desiderio di potere, di soldi e di notorietà fino a scendere a continui compromessi che vanno a discapito di qualsiasi cosa, anche noi stessi.
In un mondo in cui lo status e l’apparire sono tutto, non si coltiva più l’anima, ma l’esteriorità e lo stesso vale per la musica.
Non importa che una canzone sia bella, ma che funzioni.

Tosca, che ha definito Musicultura “un’iniezione di speranza e bellezza”, ha successivamente allietato il pubblico presente alla Filarmonica con dei brani molto differenti per origini culturali tra di loro.
Iniziando da una canzone ispirata alle parole dello scrittore Fernando Pessoa, Tosca è poi passata a una serenata che ha condotto il pubblico alle radici della musica romana, per concludere infine con un ritmatissimo canto nuziale Yiddish.

Domenica 9 febbraio sulle note della sigla del Festival, che per quest’anno è l’ironica canzone di Gianfranco Manfredi “Decalogo”, gli organizzatori di Musicultura hanno invitato il pubblico a non mancare il prossimo 22 marzo all’appuntamento serale al Teatro Persiani di Recanati, quando si esibiranno i 16 finalisti scelti per proseguire il concorso.
Special guest della serata sarà Gaetano Curreri, leader del gruppo musicale Stadio.

L’Adamo non mancherà di seguire anche il prossimo appuntamento del Festival, fino alle serate finali con gli otto vincitori all’Arena Sferisterio a giugno, ma per il momento non ci resta che fare un grande in bocca al lupo a tutti gli artisti che si sono esibiti nell’arco delle audizioni e come si suol dire in questi casi: che vincano i migliori!

Foto di: Musicultura

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