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di Michele Mobili

Per chi passasse da Fermo consigliamo di visitare la mostra “Dondero/Pericoli. Portrait. Volponi e il suo mondo” aperta fino al 6 Gennaio con ingresso gratuito. Nel visitarla può essere utile soffermarsi sulla particolarissima cornice che ci accoglie. Si accede, infatti, al primo piano del Palazzo dei Priori da una scalinata che dal punto culminante guarda alla destra la suggestiva loggia affrescata del Palazzo dell’università e prosegue con il Palazzo della Biblioteca per aprire poi alla piazza del Popolo, con le peculiarità che la rendono una delle più interessanti delle Marche.
A fare da contorno a questa doppia esposizione è la splendida sala degli stemmi: prima le foto di Dondero, poi i disegni di Pericoli. E’ giusto un doppio viaggio; immergersi negli ambienti ricchi di storia locale e di richiami al territorio, alle sue tradizioni, per lasciarsi poi avvolgere dalle atmosfere delle foto e dei disegni esposti.
Si racconta il mondo, si raccontano l’ambiente e i personaggi del grande intellettuale Paolo Volponi attraverso la vasta produzione di Dondero, fotografo milanese, amante delle Marche e attraverso quella del pittore e disegnatore ascolano. I due hanno vissuto e interpretato attraverso la loro arte più di cinquant’anni di vita sociale e culturale, fotografato angoli di mondo lontani e partecipato ad eventi cardine del dopoguerra, illustrato e dipinto per il teatro e per l’editoria.
Per l’evento sono stati scelti scatti e disegni che ritraggono volti e personaggi capaci di segnare le tappe fondamentali del secolo da poco concluso; dimensioni private che paiono ancora presenti, palpitanti. Ci si trova a condividere momenti di lavoro con Pasolini, a fumare una sigaretta con Montale, scherzare con Dacia Maraini o incrociare uno sguardo con Garcia Marquez. Il formato delle foto è un bianco e nero, essenziale e scolpito come i migliori ricordi di un mondo appena passato, ancora vivissimo nei tagli e negli istanti fermati. L’unica nota dissonante che ci ha distolto dal mondo senza colori del ricordo è la qualità di alcune stampe, non sempre all’altezza delle immagini di Dondero.
Nella sezione dedicata a Tullio Pericoli si riprendono molti dei nomi sopracitati, rielaborati, rivisti, diremmo rivissuti, caricati con un segno che rende ancor meglio delle foto in bianco e nero i caratteri e le caratteristiche dei volti ritratti. Alcuni personaggi, quali ad esempio Moravia e Pasolini, vengono reinterpretati più volte, asciugati in segno di matita o stilizzati a carboncino in anni diversi, in declinazioni che rimangono essenziali e marcate del segno originale dell’artista. Non sentono il peso del tempo, rilasciano anzi un affetto, una dedizione di Pericoli a tornare su un tema già svolto e percorrerlo di nuovo, come un sentiero amico.
In qualche punto si ritrova persino dell’affetto caricaturale, una veste nuova per un volto già conosciuto. L’eco dei nomi evocati nelle didascalie di foto e disegni aggiunge, tramite immagini spogliate del colore del presente, una volto alla memoria di personaggi così significativi per il passato recente. Consigliamo con l’occasione, per chi abbia qualche minuto in più e voglia dedicarlo al centro cittadino, di visitare i musei di Fermo e la biblioteca, essenziali per immergersi nel vero tessuto storico e culturale di questa città.

(nel disegno, Volponi secondo Pericoli)

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