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di Alessandro Seri

Un giorno dello scorso novembre, a metà giornata, quando la piazza di Macerata appare ancora illuminata da un sole capace di scaldare, ho notato sotto la Loggia dei mercanti una ragazza dai tratti orientali che, apparentemente assorta, stava prendendo appunti sulla sua agenda scura. Intorno aveva qualche studente universitario, riconoscibile per l’età e per l’abbigliamento, alternava sguardi attenti verso la piazza con parole velocissime in inglese rivolte ai suoi interlocutori. Ho pensato che fosse cosa strana ma in un primo momento non ci ho fatto caso. Quando sono ripassato nello stesso luogo alcuni minuti dopo, lei era ancora lì, a prendere appunti, almeno pensavo, circondata dagli altri studenti, almeno pensavo. Ho immaginato fosse una tra i tanti ragazzi cinesi che frequentano l’Università della mia città, un privilegio dovuto agli accordi bilaterali sottoscritti sulla scia del cinquecentenario della morte di Padre Matteo Ricci.

Essendo curioso per natura, vincendo la ritrosia burbera mia compagna, mi sono avvicinato al capannello e da abbastanza lontano per non essere notato, ma da una buona posizione per vedere ciò che stava appuntando, ho scorto con meraviglia che non si trattava di parole bensì di schizzi, disegni, illustrazioni che avevano per soggetto la piazza di Macerata. Quando ho chiesto chi fosse la persona che elargiva attenzioni alla mia città mi hanno risposto che era JooHee Yoon, una tra le più brave illustratrici americane, una ragazza della east coast che, per quello che lei chiama sul suo sito “un fantastico viaggio in Italia”, è giunta fino a Macerata. JooHee Yoon ha fatto incetta di premi nella sua giovanissima carriera negli Stati Uniti e in Italia ha vinto la borsa di studio Bologna Book Fair – Ars in Fabula. JooHee, quasi inosservata dal maceratese medio, JooHee che disegna e illustra per il New York Times, per il New Yorker, per Le Monde, una mattina di novembre disegnava la piazza di Macerata come a dare un senso a tutto quel lavoro, apparentemente poco noto e notato, che da anni la città ha messo in cantiere tentando di entrare nel circuito virtuoso del turismo culturale di alto livello.

Avendo a quel punto l’occasione di scambiare qualche parola con questa bravissima artista, ci siamo soffermati sulla sua curiosità di trovare a Macerata così tante librerie e alcuni teatri straordinari. Ho tentanto di raccontare l’abbondanza di case editrici maceratesi e la strana dicotomia che porta la città ad essere invidiata da chi non vi abita e detestata dai residenti. Mentre parlavo JooHee Yoon sorrideva che tanto i disegni su Macerata li aveva già fatti e se li sarebbe portati dall’altra parte dell’Atlantico.

Raccontando questa epifania maceratese mi è venuta in mente l’altra storia suggestiva che ha allacciato queste terre con un giovane studente/viaggiatore, quella di David Kong, anch’egli americano, anch’egli affascinato dalla città rosata tanto da girare, praticamente di nascosto, un bellissimo video intitolato “Portrait of Macerata” rilanciato dai web media maceratesi nell’agosto dello scorso anno con ampio successo. Due esempi, qual’ora ce ne fosse il bisogno che vanno a suggellare le ben più fredde statistiche del Sole 24 Ore che inseriscono Macerata all’ottavo posto in Italia per qualità della vita e al quarto nel parametro denominato “tempo libero” dove vengono indicizzati i dati relativi alla cultura.

Quindi qualora ce ne fosse ancora bisogno, ma sembra proprio necessario ricordarlo ad ogni piè sospinto, il futuro economico e sociale del territorio maceratese è da ricercarsi nella formula del turismo culturale, quello di qualità, quello raffinato. Evitando accuratamente gli eventi sensazionali, le kermesse prive di profondità, evitando di santificare il pop e le sagre. Nel piccolo c’è la nostra grande bellezza.

(l’immagine cortesemente presa dalla pagina news del sito http://jooheeyoon.tumblr.com/ – thank you JooHee)