Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

maurizio-migliori2

di Giulia Boschi

L’Antica Biblioteca della facoltà di Giurisprudenza di Macerata, massiccia e seria nelle sue decorazioni lignee, è stata lo scenario perfetto per la presentazione del nuovo libro del Professor Maurizio Migliori, dal titolo “Disordine ordinato. La filosofia dialettica di Platone” lo scorso 4 dicembre.

L’opera, edita dalla casa editrice Morcelliana e divisa in due volumi, “Dialettica, metafisica e cosmologia”, il primo e “Dall’anima alla prassi etica e politica”, il secondo, ha vinto il prestigioso premio per opere filosofiche “Viaggio a Siracusa”.

A presenziare all’evento e a introdurre l’ultimo lavoro del Professor Migliori, Bruno Centrone, docente di storia della filosofia antica presso l’Università di Pisa e tre professori dell’Università di Macerata: Roberto Mancini docente di filosofia teoretica, Carla Danani docente di filosofia politica e Filippo Mignini docente di storia della filosofia.

Nel presentare il suo lavoro, dopo gli interventi dei suoi colleghi, il Professor Migliori inizia affermando che, come storico, ciò che si proponeva principalmente era di dar voce a Platone, attraverso il suo libro, da lui definito folle.
La follia a cui il docente si riferisce è il suo tentativo di comprendere perchè, nonostante ci siano pervenute tutte le opere di Platone, e anche una cospicua tradizione indiretta, ancora oggi non si sia riusciti a trovare un minimo comune denominatore interpretativo, condiviso da tutti gli interpreti del filosofo greco.
“Di Platone si dice tutto e il contrario di tutto”, afferma il professore.

Migliori sottolinea che ciò che veramente conta, quando ci si accosta allo studio dei testi platonici, è mantenere per tutto il tempo un atteggiamento metodico e corretto strettamente legato al testo, che va analizzato nella sua interezza senza tralasciare nessun dettaglio.
Così facendo si rimane fedeli a ciò che il filosofo intendeva, evitando di interpretare in modo errato il suo pensiero e di “fargli dire” cose che non pensava affatto.

Nella sua opera Migliori analizza i dialoghi platonici e le dottrine non scritte, che però tratta in maniera ridotta rispetto ai primi.
Ciò che emerge dai suoi studi è l’importanza data da Platone alla forma del “gioco protrettico” con cui invitava i lettori a fare filosofia, attraverso compiti ed enigmi che li spingessero ad ulteriori ricerche.
Vero scopo del maestro è aiutare l’allievo a fare filosofia, non a impararla.

Altro risultato delle sue ricerche è l’idea della struttura polivalente dei dialoghi platonici, che per tale ragione presentano a volte una molteplicità di approcci e concetti, anche all’interno di un’unica opera.
Grazie a tale teoria è possibile risolvere alcune contraddizioni presenti nei dialoghi.

Il tipo di filosofia che emerge da questi studi è una filosofia dialettica che si esprime soprattutto nella coppia agire-patire e nella dinamica intero-parti.
Ciò che interessa realmente a Platone è lo studio del nostro mondo, prosegue Migliori, perchè lui non riesce a comprenderlo, ma vuole provarci, e nella sua indagine non considera solamente la dimensione del reale, ma investiga su un olon, un intero, formato da due componenti: il mondo fisico della nostra esperienza e una realtà superiore, attraverso la quale il nostro mondo viene fondato e spiegato.

Per concludere Migliori chiarisce che questi due volumi sono un’opera nata dal suo amore per la figura del grande filosofo, un amore che, cominciato nella prima adolescenza, ha segnato tutta la sua vita. Ma tali scritti non sono affatto un punto d’arrivo, anzi costituiranno per il professore un ulteriore punto di partenza per nuovi studi.
Come sostiene Platone noi siamo di fronte a una realtà complessa in cui nulla sta fermo, ciò vale anche per le affermazioni, che restano vere fino a prova contraria.