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accademia

di Ilaria Piampiani

“Soldi, Soldi, Soldi, tanti soldi, beati siano soldi, i beneamati soldi, perché chi ha tanti soldi vive come un pascià e a piedi caldi se ne sta!” Così una raggiante Betty Curtis cantava nell’aurea atmosfera degli anni ’60 nell’Italia del boom economico, attratta da ogni tipo di comfort di stampo americano e cullata da un ridente Dio Denaro.
Proprio questa popolare canzone mi viene da canticchiare silenziosamente scorrendo piano piano una mostra insolita e decisamente curiosa, allestita nella fumetteria Exit in Corso della Repubblica a Macerata. Sto parlando del debutto di un progetto che sa di nuovo, che sa di giovane e di geniale vena artistica, quello di otto studenti dell’Accademia di Belle Arti, otto ragazzi e ragazze che hanno creato una fanzine a fumetti, un’inedita rappresentazione sul tema del denaro da ben otto punti di vista differenti. “Come uscire dall’Accademia milionari” è appunto il titolo dell’iniziativa, un titolo che racchiude senza dubbio grande ironia e, perché no, un pizzico di speranza per un successo futuro.

Tutto parte dal corso di specializzazione di Arte del Fumetto tenuto da Alessandro Baronciani che ha coinvolto con successo otto artisti impegnati in diversi corsi disciplinari, ognuno con il proprio stile, ognuno con una personalissima interpretazione del mezzo a sua disposizione.
Interessante ed emblematica è la tecnica, quella della serigrafia in bicromia con la sapiente scelta del nero e dell’oro, accoppiata originale ed essenziale che rende indiscutibilmente le sfumature più oscure e quelle più luccicanti del tema.
Il Dio Denaro è rappresentato nelle più disparate forme ed espressioni in ogni tavola individuale dell’esposizione, un Dio Denaro mutevole, sconsiderato, sorridente e voluttuoso, volgare e incompreso, leggendario, famelico e, perché no, fortunato!
Mi avvio quindi a scoprire tutte le facce dei “milionari” presenti all’affollata presentazione della fanzine.

Diana Blu mette nel suo fumetto se stessa, i suoi desideri, gli sfizi che vorrebbe togliersi se avesse un conto in banca infinito. Tante case, una nella periferia di Parigi, un bel castello in Scozia e un appartamento al mare, piene di piccoli grandi cose, non esattamente cose da milionari, ma gingilli inutili che disegnano sul viso la soddisfazione di una quotidianità fanciullesca.
È la volta di Marco Filicio Marinangeli e di una geniale, stilisticamente minuziosa, rappresentazione della sua idea di ricchezza. Incontriamo personaggi che ricordano a prima vista il Napoleone de La fattoria degli animali di Orwell, un Napoleone con consorte avido più di dolciumi che di potere, florido nelle forme e senza vergogna alcuna. Due maiali assolutamente realistici con la pancia piena di oro e gioielli, proprio come i delicati porcellini rosa che molti di noi tengono gelosamente in casa come custodi di una piccola ricchezza da costruire giorno dopo giorno.
Un passo più avanti e raggiungo il lavoro di 9 Dix, la rappresentazione, da una parte, del genio incompreso, nascosto, celato e soffocato dalle regole, dall’arroganza e dall’ignoranza, successivamente battute dall’arte che prevale, che si mostra e che dimostra di poter andare oltre dando sempre una prospettiva nuova e inedita sul reale.
Lorenzo Ciccola, con una sfumatura di sadica ironia, vuole portarci attraverso il paradosso di un colpo di fortuna, come quello di un prezzo scontatissimo, che purtroppo molto spesso nasconde l’inganno a volte fatale, così come accade a un gruppo di scalatori e alla loro tenda volata via al primo spiffero. Viene proprio da dire “soldi buttati al vento!”.
Dalle montagne balzo dentro uno scenario a dir poco leggendario creato da Simone Sdolz, quello di una storia narrata da secoli e scoperta solo in una sera di Novembre: la favola della banana d’oro. Per millenni, tanti Indiana Jones si sono succeduti, lasciandoci pelle e ossa, alla ricerca di questo cimelio piuttosto accattivante, senza però aver riscosso fortuna. Ironia della sorte però, simpatici e allegri scimpanzé e saltellanti scimmie hanno la malaugurata opportunità, all’ora di pranzo, d’imbattersi nella luccicante quanto durissima banana d’oro. Il risultato? Denti persi e stomaco vuoto. Proprio una banana inutile e priva di pregio per chi non vuole altro che soddisfare i piccoli piaceri della vita!
Non solo la frutta luccica nella fumetteria Exit, bensì anche i topi di fogna!
Di questo si vanta la plastica e artefatta figura di una donna insaziabile e desiderosa di ottenere e possedere sempre l’impossibile, firmata Alessia Arti. Non importa se ciò la rende ridicola e alquanto volgare perché la sua esistenza ruota intorno all’apparenza, al lusso, all’oro che oramai scorre nelle sue stesse vene.
Il viaggio nel fumetto firmato dai futuri milionari finisce con la semplice fortuna ritratta da Romina Marchionni: un normale pomeriggio passato a passeggiare in un parco in converse e magari con la musica alle orecchie, per poi ritrovarsi davanti un biglietto vincente della lotteria. Fortuna, semplice fortuna, di quella che capita una volta nella vita, quella che può cambiare il corso degli eventi, in meglio certo, ma anche in peggio.

Et voilà! Il paradossale accostamento del denaro all’arte si traduce nella geniale iniziativa di un’Accademia fucina di idee che si rifiuta di soffocare perché così vuole la politica dell’utile, della vana pragmatica realtà del nulla. Fa assolutamente piacere vedere otto giovani attivi, talentuosi, entusiasti della loro arte, felici nel condividerla, nel raccontarla, otto giovani che timidamente dimostrano capacità purtroppo troppo sottovalutate.
I giovani che hanno qualche cosa da dire ci sono, hanno occhi grandi, immaginazione, fantasia, speranze e a volte prendono il mondo che hanno dentro e lo appendono al muro, in bicolore, con un pennello, o una semplice tratto pen.

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