Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

1240396_648797201805930_98346630_n
di Lucia Cattani

Dopo le atmosfere nebulose e riflessive che era riuscito a costruire il Quartetto d’archi di Torino, tra Janàcek, Franck, Rachmaninov e Listz, nel teatro Lauro Rossi risuonano le giocose e spensierate note mozartiane che introducono un programma prettamente Romantico, in questo terzo appuntamento dell’Appassionata. Protagonisti, la sera del 6 novembre scorso, erano il violino di Marco Fiorini, il pianoforte di Stefano Scarcella e il violoncello di Ivo Scarponi, che dal 2007 compongono il Trio Raffaello. Già dal nome della formazione si evince la volontà di raggiungere una bellezza pura, che si fonda sull’equilibrio e sull’armonia quasi irreale di un tempo che non esiste più. Infatti le nebbie si disperdono per via di un repertorio spesso brillante e spensierato, le cui ombre del Novecento con i suoi orrori sono ancora impensabili e lontani. Da Mozart a Brahms, passando per Schumann, è tutto l’Ottocento che viene anticipato e poi percorso fin quasi al limite, prima che giunga il deflagrare delle certezze, la rottura morale ed intellettuale che porterà l’Europa, il mondo intero agli orrori della guerra. Per una sera, nel cuore di Macerata, risuona quel tripudio vitale ancora incorrotto, dialogano speranze e vaghi interrogativi attraverso le sei esperte mani del Trio Raffaello, conosciuto e affermato a livello internazionale per la qualità esecutiva e sensibilità artistica che, tra moltissimi altri premi e riconoscimenti, l’ha visto suonare in diretta radiofonica in tutta Europa per la prestigiosa rassegna “I Concerti del Quirinale”.

La chiarezza, l’equilibrio, la trasparenza prendono vita nel Divertimento in si bemolle maggiore K254 di Mozart, con tutti i tratti caratteristici dello stile classico. Il violino e il pianoforte trasportano l’ascoltatore in una luminosità inebriante, mattutina, piena di energia e vivacità. Vienna con i suoi vezzi è senza dubbio ritratta: le danze, gli amori di corte, le frivolezze, i piccoli segreti sembrano volteggiare nel primo movimento attraverso quelle frasi permeate di una certa civetteria sfuggente e scherzosa. L’Adagio che segue è invece distinto da una dolcezza virginale e ritrosa. Aleggia una romantica speranza, candore di gioventù appena raggiunta, quando l’atmosfera di sogno sembra fondersi con una realtà non ancora del tutto compresa ma carica di promesse, di amori, felicità, giorni splendenti. Le frenetiche stanze non sono più focalizzate, è prediletta invece una certa solitudine notturna e più meditativa, anche se mai drammatica o infelice. Violino e pianoforte dialogano in modo dinamico, spontaneo e perfetto: ogni voce sembra espressione di un diverso sentire che si fondono in un’armonia maturata da pensieri distinti che raggiungono un’unità, giungono ad una maturazione fino all’esplosione vitale. L’incertezza lascia il passo alla risolutezza, come di adolescente che crede di aver compreso il senso delle cose; una sensazione che, anche se insensata e pronta ad infrangersi non può non far emergere forza e passione. Così avviene nelle frasi, anche quando la riflessione si fa meno distesa e trasfigura in una taciuta, inconfessata malinconia . L’animo che oscilla tra questi due sentimenti contrastanti eppur congiunti è specchio perfetto di un animo giovane e volubile e, anche quando si presenta, l’aria malinconica non turba l’atmosfera, semplicemente la completa, ne fa parte e rende gli slanci di ottimismo ancora più appaganti. Il terzo movimento, il Rondò, è più dinamico, un tempo di minuetto: la vitalità leggera ritorna più travolgente ed impetuosa che mai e continua fino alla conclusione trasparente e scandita, limpida.

Cambia il contesto compositivo e lo stato d’animo, c’è probabilmente una maggiore serietà nel Trio in re minore op.63 di Schumann che segue. L’atmosfera enfatica e struggente del Romanticismo si fa prorompente: i toni inaspettatamente si oscurano. Il pianoforte non si limita al ruolo di semplice accompagnamento di violino e violoncello, come non di rado avviene, animandosi invece di una potenza suggestiva e significativa, diventando materia a sé stante, permeata di sfumature espressive a dir poco notevoli, che rivelano tutta la sensibilità artistica del Maestro Stefano Scarcella. La voce che però maggiormente commuove, rapisce, spicca tra la melanconica armonia è quella del violino che si lascia andare in crescendi commoventi e pieni di ardore. Si evince l’infelicità della vita del trentasettenne Schumann dalle note di questo Trio, dominato da una straordinaria unità tematica: il primo movimento “Mit energie und Leidenschaft” (con energia e passione) è drammatico ed evanescente, che porta al canone cantabile del secondo movimento (animato ma non troppo svelto) che tramuta in una pausa sognante, una romanza irrequieta composta dal terzo movimento. “Mit Feuer”,”con fuoco”, è la conclusione virtuosistica del trio: nonostante la titubanza iniziale l’epilogo è splendente e coinvolgente, pieno di ottimismo. Non è solo una forma musicale, la composizione schumanniana ma il mezzo di trasmissione di un’idea: suonare sempre con l’anima, dato che sono le leggi morali a reggere l’arte. Il Trio Raffaello è riuscito a raggiungere quello scopo prefisso dal compositore: i tre musicisti sembrano un solo strumento e l’emozione perviene da un’esecuzione che senza dubbio parte da un grande sentimento intimo che gli esecutori percepiscono, rendendone partecipe il pubblico.

Gli anni scorrono velocemente e il Novecento è ormai alle porte con il Trio in do maggiore Op.87 di Johannes Brahms: la fin de siècle si intravede attraverso un estro immaginifico liberato attraverso ampie frasi che culminano in parti soliste che prendono vita, emergono e poi tacciono, si ritraggono. Quello del Trio di Brahms è un ritmo disciolto, cantilenato e poi incalzante. Il tema energico e virile dei due archi presente nell’Allegro si intreccia ad una melodia pensierosa e lirica del pianoforte    e viene poi variamente elaborato. L’Andante con moto, il secondo movimento, consiste in cinque variazioni di un motivo popolare-zingaresco: sembra essere proiettati nell’ambiente bohèmienne, atmosfera inscindibile dall’idea ottocentesca. La melodia continua, pervasa da richiami notturni e fiabeschi, come di visioni di spettri proprie del primo Romanticismo. È il carattere “improvvisativo” a dominare, senza dubbio: nel finale ritroviamo come nel precedente Trio di Schumann un epilogo sereno, scritta in tonalità maggiore. L’Allegro giocoso è un caleidoscopio di  brevi soggetti tematici a cui si aggiungere un sospiroso dialogo tra gli archi che culmina con un’appagante e gioiosa conclusione.

Il Trio Raffaello è riuscito  a far tacere per un’ora e mezza di esecuzione impeccabile il turbamento delle private esistenze. L’aria di novembre di questo anno, così lontano dai mondi forse meno rassegnati di Mozart, Schubert, Schumann si è riempita per un attimo di quell’ottimismo, di quella malinconia che trasfigura quasi sempre in lieto fine che ora sembra dimenticata, nascosta chissà dove, da qualche parte dentro di noi. I Maestri Fiorini, Scarcella e Scarponi sono riusciti per una sera a ricordarci di alimentarla, che gli epiloghi felici, come esistevano un tempo, possono ripetersi ancora, come il tema di un trio. A volte è necessario guardare il mondo con la leggerezza giocosa mozartiana, altre volte soggiacere per un po’ alla malinconia e alle preoccupazioni per poi ritrovarsi, inaspettatamente, immersi nella dolcezza, nella pace interiore, nell’equilibrio che non smette di risuonare nelle note composte da mani pur così lontane, finché c’è qualcuno che ce lo ricorda, finché la corda di uno strumento riesce a far scivolare una lacrima sul volto, nascosta nella penombra di un teatro. Il concerto viene coronato dall’esecuzione di un duetto di Schumann, da  Fantasiestücke op. 88: tre minuti di incantevole poesia, eseguiti con la stessa maestria del concerto che l’aveva preceduto.

Non ci resta, ora, che attendere il 21 novembre per il prossimo appuntamento con i concerti di Appassionata che, fino ad oggi, si sono rivelati di grande qualità e capaci di donare emozioni, di proporre Maestri di grande bravura e musicalità.

(immagine: Thomas Edwin Mostin, Garden Overlooking the Sea)

Annunci