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di Giulia Boschi

Per gli amanti del teatro classico, abituati a sedersi su comode poltroncine di velluto, e a godersi lo spettacolo che si svolge sul palco, l’allestimento messo in scena lo scorso sabato 21 settembre, alle ore 21:30, presso il Teatro Lauro Rossi di Macerata, sarà risultato sicuramente tutta un’altra cosa.

Lo spettacolo dal titolo “Agguati, i teatri come non li avete mai visti”, appunto, lasciava gli spettatori liberi di muoversi all’interno di tutto il teatro, nei cui vari spazi erano allestite le installazioni e le performance proposte, a cominciare dall’ingresso.
Alla biglietteria infatti Tommaso Sorichetti istruiva il pubblico su come si sarebbe svolto lo spettacolo e assegnava a ogni spettatore un biglietto con un piccolo compito da eseguire nell’arco della serata, con la richiesta, una volta terminate le esibizioni, di tornare all’ingresso e scrivere le proprie impressioni sul retro del biglietto a loro consegnato all’inizio.

Al guardaroba Giorgio Cipolletta, vestito da elegante coniglio bianco in giacca e cravatta, osservava, di quando in quando, gli spettatori seduto sul suo sgabello girevole, tra specchi, carote e miele, in “Caso e necessità”.

La platea, il bagno, il palco centrale e i camerini davano libero sfogo al “Lessico familiare” di Silvia Amicucci, che per l’occasione aveva arredato parte di questi spazi con oggetti di uso quotidiano e in modo così personale che, esaminandoli e osservandoli, si era un po’ intimoriti e imbarazzati, come temendo che da un momento all’altro si potesse essere sorpresi a curiosare dal legittimo proprietario di ritorno.

L’istallazione di Lisa Gelli e Francesca Zenobi, dal titolo “ ½ A rovescio del filo” era itinerante e, come il pubblico, si spostava dal Foyeur fino al III ordine di palchi, dove le due giovani artiste si esibivano tra giochi di luci e ombre e cipolle azzurre.

I camerini erano anche lo spazio di Carla Giacchella e di “Shadows”, dove grazie a una macchina da scrivere messa a loro disposizione, gli spettatori potevano rivelare pensieri o azioni imbarazzanti mai confessati prima e appenderli, in completo anonimato, su piccoli foglietti di carta sospesi al soffitto con fili di lana.

Il sottopalco con “Passaggio di consegne” era il regno di Ylenia Pace e dei suoi stormi di gru di carta, che rendevano uno spazio basso e buio, leggero e per niente soffocante, a dimostrazione che anche l’architettura dell’origami, per quanto piccola, può fare la differenza.

L’antico bar del loggione ospitava invece “Abitare il tempo”, di Giulia Serritelli, mentre un altro spettacolo itinerante era proposto da Massimo Chiariotti con “IlTuoImprevisto”.

A conclusione tutti gli spettatori erano invitati a salire sul palco, dove gli artisti, affacciati dai diversi ordini di palchi, in linea con il totale stravolgimento della fruizione dello spettacolo teatrale proposto nel corso della serata, hanno potuto ricevere il meritato applauso.

I nove artisti che si sono esibiti nell’arco della serata, fanno parte della Scuola di Visioni del Contemporaneo, un progetto di Sineglossa in collaborazione con TeatroRebis che propone un percorso formativo sui linguaggi creativi contemporanei, con l’obiettivo di mettersi in ascolto del proprio tempo per creare occasioni di trasformazione nel rapporto con l’ambiente e con gli altri.