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sax

di Gianni Lorenzetti

Questa non è una pipa. Non è nemmeno un sax. E’ una proboscide melodica, un’appendice naturale che Sax Gordon anima in contorsioni musicali e fisiche uniche, spettacolari, avvolgenti e travolgenti. E’ il senso del ritmo, l’incontenibile impulso allo scatenarsi di piedi e mani, l’impossibilità della staticità. Doppio appuntamento del San Severino blues, domani proprio con Sax Gordon alle terme di Santa Lucia di Tolentino alle 21.30, e dopodomani alla stessa ora con Junior Watson, al posto di Vasti Jackson che si è visto annullare il tour europeo a causa della crisi, in piazza del popolo a San Severino. In questa edizione del festival Sax Gordon rappresenta proprio l’apostrofo diesis che sta tra i chitarristi e Bob Brozman. Quest’anno infatti tutto il San Severino blues è caratterizzato dalla chitarra, strumento amato da un amico del festival, Bob Brozman, scomparso lo scorso aprile e al quale questa edizione del San Severino blues è dedicata. Ma Sax Gordon è l’eccezione che conferma la regola, è il sassofono per eccellenza, è l’essenza del rithm&blues, è lo squarcio prorompente di accostamenti melodici, la pazzia di un intreccio di emozioni, il salto azzardato di un acrobata dello strumento. Così, dal più tradizionale blues, si spazia verso il soul, si può accennare improvvisamente When the saints go marching in, per poi passeggiare amabilmente in una fugace improvvisata di Brazil. Il grande sassofonista di Detroit, il maggior turnista del sax, cercato e richiesto da chiunque, sarà accompagnato da altri due artisti di grosso calibro, quali Raphael Wressnig e Igor Prado, rispettivamente all’organo hammond e alla chitarra, perché di una chitarra c’è sempre bisogno. Raphael Wressnig è a sua volta un genio, un hammondista scalmanato, capace di fare qualsiasi cosa con il suo strumento, non a caso ricorda il nostro Matthew Lee con il pianoforte, mentre Igor Prado è un mago della chitarra, il poetico parto di melodie sudamericane, infatti è considerato il miglior chitarrista blues soul brasiliano. Dopodomani invece a San Severino non echeggeranno più le melodie accattivanti di Vasti Jackson, il quasi bravo ragazzo tanto caro a Martin Scorsese, che ha utilizzato le sue composizioni in tutti i film musicali che ha girato. Insomma, una perla in meno, falciata da una crisi economica che plasma a piacere i programmi e i cartelloni, come quello di Civitanova danza e Mof che hanno perso il Romeo&Juliet che avrebbe dovuto ammaliare stasera il pubblico dello Sferisterio. Ma a mali estremi, estremi rimedi, e il San Severino blues non si è fatto di certo scoraggiare, colmando il vuoto con un altro grande chitarrista, Junior Watson, bluesman della west coast, per tanti anni con i mitici Canned Heat, che ha lavorato al fianco di mostri sacri quali Big Mama Thornton , George Smith ,Jimmy Rogers , Luther Tucker , Charlie Musselwhite , John Németh e Kim Wilson. Watson sarà accompagnato dai Red Wagons, la preziosa swing jump blues band italiana che spesso è ospite anche del Jamboree. Insomma, come sempre ne vedremo delle belle e ne ascolteremo di sublimi, ma si è solo a metà dell’opera, infatti il festival settempedano ha altri assi nella manica, da Franco Morone alla Colours jazz orchestra con Ginger Brew, fino a Stan Skibby che farà rivivere a tutti gli effetti Jimi Hendrix.

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