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di Ilaria Piampiani

“Una cosa ci piace, ci affascina e ci inorgoglisce di questo Festival. Futura non è un format ideato altrove e catapultato qui. E’ un progetto pensato, voluto e sviluppato da civitanovesi e che a Civitanova Marche trova la sua unica collocazione, un’idea che ci appartiene, che è nata qui e nei nostri luoghi deve articolarsi.” Giulio Silenzi – Vice sindaco e Assessore alla cultura

Cari civitanovesi e non, ancora state parlando del successo e delle emozioni lasciateci dal Rive Festival? Rivolgete forse un malinconico sguardo ai tre fortunatissimi quanto intensi giorni del fine settimana appena trascorso?
Bene! Camminate per le vie della vostra città e rivolgete lo sguardo ai diversi cartelloni pubblicitari e se incontrerete un albero multicolore e un’allegra bambina saltellante che cerca di raggiungerne i frutti, rivolgetele un sorriso perché lei è la nuova “creatura” culturale di Civitanova Marche, lei è Futura.

Il Futura Festival viene presentato dai suoi stessi “genitori” come “officina del domani, laboratorio della cultura”, un meraviglioso esperimento pensato e creato non a caso, ma in assoluta conformità rispetto al territorio che lo ospita e che esprime in esso una profonda fiducia e una notevole ambizione nei confronti dell’avvenire. Dall’11 al 28 Luglio, quindi, strade, piazze, teatri e giardini civitanovesi si tramuteranno in salotti di altissimo livello, nei quali siederanno personaggi e nomi eminenti della cultura italiana e internazionale, musicisti, poeti e attori, che porteranno le loro idee nell’unico intento di condividerle e di creare domande nuove e stimolanti per un pubblico affamato di nuove risposte di cui far tesoro. “Esistere significa approfondire l’istante, realizzare la pienezza del presente”: proprio seguendo questo spirito il Futura Festival inizia la sua emozionante avventura con la salda consapevolezza per cui, senza un’ampia considerazione del nostro passato e la piena dedizione nello sviluppare le possibilità del nostro presente, non si può nutrire una completa fiducia verso il nostro futuro. La manifestazione si propone di far crescere nuovi e succosi frutti di idee alimentando le radici della verace e caratteristica tradizione che Civitanova porta con sé, riservandosi il diritto e il coraggio di osare credendoci appieno.
I percorsi proposti dal Festival sono molteplici e complementari tra loro, in un farsi progressivo e compenetrante: si intrecciano tra loro le variegate sezioni che si succederanno in queste tre settimane, ognuna contraddistinta da un proprio colore. L’Anima si dipinge di rosso, l’Homo Ludens si veste di rosa così come l’Humanitas d’arancione, il verde ricopre il Pianeta e le Visioni si velano d’azzurro. Ogni singola “arteria” di Futura prende inizio giovedì 11 con la sua inaugurazione, alla presenza del sindaco e degli organizzatori, per poi continuare con “Domani è già qui” e “Raccontarsi il Futuro”, laboratori di idee e suggestioni dell’avvenire. Il pomeriggio prosegue con “Il futuro del classico”, incontro con Rai Educational Art News a cura di Enzo Sferra e Maria Paola Orlandini. Le luci della sera accolgono lo stimolante confronto sull’affascinante fil-rouge della manifestazione stessa, il futuro, tra il filosofo Luigi Alici, il linguista Massimo Arcangeli, il biologo Edoardo Boncinelli e il fisico Andrea Frova. Francesco Fioretti accoglie la notte con “Futuri Passati” per poi dare il testimone agli eventi del giorno seguente che accoglie le “Vertigini e le Visioni” in mostra di Tullio Crali, un approccio filosofico diretto ai bambini e il grande onore per la cittadinanza di assistere a una lectio magistralis di Salvatore Settis, il quale si focalizzerà sul futuro del classico, nelle sue contraddizioni e nella sua continuità.
Il tramonto si colora di pillole futuristiche, eventi tra cui “Emma, 30 weeks in progress, our past, our future” ,”Sempre rimonciare” a cura di Rossella Milone e un video prodotto dall’ I.I.S. Leonardo da Vinci sulle aspettative per il domani. Edoardo Boncinelli aprirà gli eventi serali con una lezione sulla vita e le sue sfumatura per poi lasciare spazio a Davide Rondoni e agli ardenti interrogativi sulla possibile esistenza e resistenza della poesia nella realtà in cui ci troviamo a vivere.
L’alba del 13 Luglio si sveglia sulle suggestive note di Caruso: così Civitanova ricorderà il genio dell’uomo che ha emozionato raccontando i sentimenti semplici e la vita nella sua bellezza quotidiana, Lucio Dalla. “Il domani di Lucio” ci viene narrato attraverso l’amore di chi l’ha conosciuto standogli accanto, attraero la calda voce e l’immnso affetto di Marco Alemanno. Il ricordo del marinaio di Bologna continua con Vito Mancuso, il quale spalancherà una finestra sul “futuro di Dio”. Scende nuovamente la notte sul Futura Festival ma certamente occhi e orecchie rimarranno più che vigili e ricettive perché Piazza XX Settembre verrà travolta dalla passione e dal talento degli Stadio, che restituiranno alla luna e alle stelle il ricordo di un grande uomo, noche eccellente musicista.
Molteplici intellettuali, tra cui Roberto Ippolito, Paolo di Paolo, Stefano Gallerani, Giulio Ferroni e Christian Raimo animeranno la giornata del 14, tra arte, filosofia, letteratura e gli interrogativi sul suo ruolo futuro.
Domande come “La triste scienza dell’economia può diventare comprensibile a tutti?” e “Che posto avrà l’animale umano tra gli altri animali?” la faranno da padrone nei salotti allestiti per giovedì 18, intrecciate con la tematica del lavoro tra oggi e domani, e la considerazione della poesia come linguaggio prediletto dell’avvenire negli interventi di Silvia Bre, Paolo Febbraro, Elio Pecora e Francesco Scarabocchi. Le ore passano e già si giunge a venerdì 19, giornata densa di aspettativa per l’ incontro con l’acuto e visionario sociologo Marc Augè, il quale converserà con l’uditorio sul futuro in un mondo ormai globalizzato.
La danza e grandi compagnie di balletto, italiane e non, si impossesseranno dei teatri civitanovesi esprimendo l’avvenire nel movimento. L’eccellenza ormai consolidata di Civitanova Danza abbraccia idealmente la fanciullesca Futura accompagnandola in platea per farle godere delle più alte espressioni di un’arte capace di rispecchiarsi nella tradizione quanto nell’avanguardia.
Così, in un febbrile e appassionante percorso culturale, giungiamo alle ultime quattro pienissime giornate di questo Festival: quesiti esistenziali sulla natura del Tempo s’intrecciano al futuristico ponte tra realtà e utopia , rispettivamente con Mauro Dorato e Lucio Caracciolo. Un’altra genialità scomparsa, ma non per questo perduta, quella di Margherita Hack, affolla il cortile di Sant’Agostino con Giovanni Bignami, per finire poi in Piazza della Libertà, tra “il calcio di ieri e il calcio di domani”, intervista sullo sport più amato dagli italiani a Marco Civoli, Sandro Mazzola e Mario Sconcerti.
Questa maratona incessante e sapientemente organizzata in un intenso passaggio di testimoni cala il sipario il 28 Luglio, giorno di bilanci e di saluto alla seconda novità assoluta, dopo il Rive Festival, partorita dalla fervida estate 2013 di Civitanova Marche. Beppe Servillo e l’Orchestra Popolare in concerto infiammeranno Piazza della Libertà, prendendo e lasciando spazio a readings corali sul futuro e sulla vita che lo alimenterà.
Quello ivi proposto è solo uno spettro, un riflesso, una proiezione del presente che vivremo, dell’avvenire che assaporeremo: i frutti sono maturi e attendono solo di venir colti e assaporati sperando in nuovi semi, in nuove idee, perché senza di esse non c’è anima, non c’è gioco ne l’umanità con le sue visioni, non c’è natura nella quale farle vivere. E sempre citando il caro Lucio:
“Chissà…chissà…DOMANI!” chissà se rincontreremo la simpatica e allegra bambina di nome Futura, chissà se la riabbracceremo in uno sperato quanto profetizzato bagno di folla.