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di Ilaria Piampiani

“Rive è la nuova creatura dell’estate civitanovese, un ulteriore festival che il comune ha registrato nel marchio e nel logo, un festival che avvia l’estate, importante per il turismo e la cultura.”

Queste sono le parole di Giulio Silenzi, assessore alla cultura, con le quali è stato presentato il nuovo progetto culturale del comune di Civitanova Marche, il Rive Festival appunto, una manifestazione nuova, miscellanea che spazia dall’ambiente al cinema, dai diritti civili alla musica e al teatro.
La presentazione ufficiale è avvenuta in data 8 Giugno 2013 alla presenza del sindaco Matteo Corvatta, del citato assessore alla cultura Giulio Silenzi, del presidente del consiglio Ivo Costamagna, del direttore del Tdc Alfredo di Lupidio e della consigliera del Tdc, Vanessa Spernanzoni.
Il Festival prevede la presentazione di ben 25 eventi in tre giorni, di diversa natura e con l’intento di proporre altrettanto diversi spunti di riflessione attraverso la partecipazione di 50 artisti, famosi e non, e personaggi da incontrare, scoprire e conoscere. Giorgio Felicetti, il direttore artistico dell’iniziativa, sottolinea con orgoglio che “non è la ricerca spasmodica del nome famoso ma un viatico verso l’ignoto” ad animare il Rive festival, che già nel nome vuole espressamente suggerire l’intenzione di introdurre lo spettatore nelle varie iniziative e accompagnarlo in un viaggio per le differenti “rive”che lambiscono i più variegati ambiti della cultura. Le rive, quindi, sono il punto di partenza e allo stesso tempo quello di approdo, sono il mezzo attraverso il quale si possa avere la preziosa opportunità di maturare e soddisfare una curiosità affamata e mai sazia.
Dal 5 al 7 Luglio, dunque, le strade di Civitanova saranno ospiti e spettatrici di artisti, studiosi, pensatori e musicisti, tra cui il drammaturgo e regista Saverio La Ruina che proporrà lo spettacolo dal nome Italianesi, una storia al contrario di italiani prigionieri in Albania che poi vivranno la dura esperienza dell’immigrato viaggiando nei barconi per ritornare in Italia; la genialità e l’originalità di Antonio Rezza che analizza e interpreta l’Ego sempre più accresciuto ed egoista della società moderna attraverso la rappresentazione di uno spettacolo dall’emblematico titolo, “Io”.
E poi ancora incontreremo l’esperienza da educatore di un maestro elementare, Alex Corlazzoli, descritta nel libro “La scuola che resiste”, dalle pagine intrise di speranza risposta nelle nuove generazioni, scenderemmo nell’inferno personale vissuto da Giuseppe Gulotta, un uomo che ha dovuto scontare 35 anni di un carcere ingiusto poiché innocente, privato di una libertà dovuta, degli anni mancanti di una vita sottoposta al sopruso. Ma le iniziative non finiscono qui: verrà ospite il nuovo vincitore di Musicultura, verranno proposte reading sulla maternità, e altrettante iniziative che coinvolgeranno musicisti e attori, esponenti di una cultura che cambia e si rinnova, senza mai perdere l’entusiasmo.
Ma la novità di questo Festival risiede proprio nell’introduzione di una tematica che risulta essere sempre più importante e urgente: quella ambientalista. Per questo in apertura interverrà il Vice-presidente nazionale di Legambiente, Andrea Poggio, autore del libro “Le città sostenibili”, in cui si prospetta la possibilità di vivere in un mondo caratterizzato da un progresso consapevole. Chiuderà queste tre giornate di fermento culturale, Simone Cristicchi con uno spettacolo inedito e tutto dedicato alla città, sullo sfondo della tematica marina, cara a Civitanova, vivendo essa stessa soprattutto grazie alle grandi risorse derivanti dal mare.
Dunque si “approda” definitivamente alla “riva”, una riva colorata dalle barche e dagli ormeggi, profumata dall’odore del sale, illuminata dalle ultime luci del giorno, una riva alla quale vogliamo giungere e dalla quale possiamo ripartire, magari consapevoli delle lezioni imparate nei tre giorni del Festival, tra dialoghi, emozioni, visioni, ascolto. Così Civitanova festeggia l’arrivo dell’estate, così le rende omaggio, come anche ai suoi stessi cittadini, perché dove nasce e cresce cultura, nasce e cresce un fiume di vita, destinato ad accrescersi e a nutrire tutto ciò che cresce nei pressi, sulle sue stesse floride rive.