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di Giulia Boschi

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” cantava Fabrizio De Andrè, ora: i ragazzi di cui sto per parlarvi non sono fiorai né tanto meno si occupano di concimi, in realtà la frase presa in prestito dal celebre cantautore genovese mi serve per introdurre un gruppo musicale molto particolare, che ho avuto il piacere di ascoltare qualche giorno fa presso l’ecobar L’alligatore di Macerata.

Sto parlando del gruppo Riciclato Circo Musicale composto da Andrea Accorroni, Simone Bellezze, Alessandro Ferrato e Massimo Prigigallo, so che una seria presentazione da band prevede l’associazione di ogni musicista al suo strumento, ma la particolarità del gruppo sta proprio in questo, in quanto si avvale di strumenti costruiti con materiali di recupero di ogni genere, da oggetti di uso comune come un annaffiatoio, un ombrello o un semplice barattolo a elettrodomestici.

Per tutto il concerto è stato possibile ascoltare brani e composizioni originali all’interno di un ampio raggio di generi musicali, dalla World Music al Trip Hop, dal Rock alla Techno, ma la cosa che più colpiva, oltre alla buona musica proposta erano gli strumenti, veri e propri protagonisti dello show e della cui costruzione si occupano gli stessi componenti del gruppo.

Durante lo spettacolo il pubblico si è divertito sulle note e i ritmi creati grazie al Bassolardo, un basso fatto con un battilardo da cucina e un parafango di bicicletta, alla Chiteja una chitarra fatta con una teglia da forno e un asse di legno, ai Bidonga, Bongovasi, Bum Bum delle percussioni costruite con tubi di plastica, ferro, pelli e sottovasi di legno e alla Buzzeria un complesso di bidoni, barattoli, vassoi e coperchi che formano una vera e propria batteria.

Tra i pezzi dell’intera collezione di strumenti proposta, una menzione particolare va fatta per alcuni di essi che spiccano per l’estrema originalità, come l’Ombrellino Elettrico, un violino costruito con un ombrello di legno, delle vecchie meccaniche di chitarra classica, e una corda di acciaio armonico e la Medusa, un basso a percussione molto simile ad un sintetizzatore fatto con ritagli di tubi di varie lunghezze.

Ma oltre che suonare con tali strumenti i membri del gruppo sfruttavano anche i suoni prodotti direttamente da vecchi elettrodomestici, come uno spazzolino elettrico, uno spremiagrumi o anche solo le interferenze di una radio, che abilmente mescolati e controllati si univano perfettamente alla melodia suonata in quel momento, producendo un effetto unico e formidabile.

Il concerto si è svolto all’interno dell’evento conclusivo del programma di educazione ambientale, svoltosi a Macerata dal 27 al 30 maggio e sostenuto dal progetto Building Waste Sustainability: New capacities for sustainable waste management.
Il progetto, finanziato con un contributo di 1,6 milioni di € dal programma IPA Adriatic CBC, è partito dal Comune di Bushat in Albania, con la partnership di altre 3 amministrazioni comunali: il comune di Kamez in Albania, il comune di Bar in Montenegro e, ovviamente, il Comune di Macerata per l’Italia, oltre a due realtà del territorio locale maceratese: il Cosmari e Coop. Meridiana.
Lo scopo del progetto prevede la promozione di servizi innovativi per la cittadinanza attraverso lo scambio di expertise tecnica e governativa, la condivisione di buone prassi, tra governi e autorità locali, e attività di sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione e dei ragazzi delle scuole di ciascun paese, aderente all’iniziativa.

Quindi, come si suol dire, mai scelta fu più azzeccata, non solo per la musica proposta, ma anche per il messaggio che si è voluto trasmettere invitando a suonare i Riciclato Circo Musicale all’evento.
Imparare a smaltire correttamente i rifiuti è sicuramente importante per la salvaguardia ambientale, e se è vero che il riciclaggio salva il pianeta, dopo il concerto di ieri possiamo affermare che può avere effetti anche molto divertenti.

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