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di Giulia Boschi

Assiduità, geografia e viaggio, sono le tre parole chiave che riassumono “I tetti sono semplici a Sali” e “A ritroso”, le ultime opere nate dallo spirito artistico dei due scrittori marchigiani: Danilo Mandolini e Adelelmo Ruggieri.

Presentati alla Sala della Specola della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti di Macerata, durante la seconda serata del XII Festival Internazionale di Licenze Poetiche di Poesia Aggiornata a cura di Alessandro Seri e dell’Associazione Licenze Poetiche, i due libri hanno come fine ultimo il raggiungimento di un obiettivo, un vertice, attraverso un percorso solitario, ma in cui, come del resto accade sempre nella vita non si è mai completamente isolati. Le due opere diverse non solo per motivi autoriali, ma anche per stili, essendo una in prosa e una in poesia, mirano dunque a un risultato simile e vicino tra loro, che ha portato a questa doppia presentazione.

La raccolta di poesie “A ritroso”, scritta da Danilo Mandolini, è suddivisa in nove sezioni sotto cui sono riportate in una corsa a ritroso, appunto, nel tempo, la maggior parte delle poesie scritte dall’autore dal 2010 fino a risalire al 1985.
I brani recuperati dai diversi libri scritti dal poeta marchigiano, nel corso della sua produzione artistica, sono stati selezionati dall’autore e poi introdotti nell’opera dopo una revisione, ma nella prima sezione è possibile trovare venti brani inediti più recenti.
Il poeta ha voluto rappresentare con quest’opera non solo la sua vita, ma anche il percorso attraverso cui si è evoluta la sua figura poetica, tracciando nello stesso tempo una riga su tanti anni di scrittura e su questo particolare iter artistico, ormai giunto al termine, dopo 25 anni.

Il romanzo “I tetti sono semplici a Sali” di Adelelmo Ruggieri, rappresenta invece un viaggio all’interno di una memoria culturale e di esperienze che descrivono la sua storia e il suo vissuto, attraverso viaggi fatti nella regione marchigiana.
Il libro autoedito o non-libro, come lo ha definito simpaticamente il suo autore per questo motivo, è suddiviso in 2 sezioni che vanno dal 2007 al 2010 la prima, e dal 2010 al 2012 la seconda, e ha la forma di un diario intimo in cui lo scrittore si interroga su se stesso e sulle possibili pieghe che avrebbe potuto prendere la sua vita, se avesse scelto di agire e comportarsi in maniera diversa da come alla fine ha fatto.
Cinque anni racchiusi in 42 pezzi ordinati in base alla date in cui vennero scritti.

Ovviamente la presentazione dei due libri è stata intervallata dalla lettura di brani tratti dalle due opere e letti dagli stessi scrittori, che hanno inoltre interloquito con il pubblico, rispondendo alle domande da esso poste.

Gli incontri del festival Licenze Poetiche, cominciati il 20 maggio, proseguiranno fino al 25, con iniziative interessanti e presentazioni di altre opere.
L’intero progetto rientra all’interno del progetto Lost in Library ed è patrocinata dalla Regione Marche e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che sostenuta dal Comune stesso di Macerata, a riprova del fatto che la cultura qui non è solo occasionale.