Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

india

di Nicoletta Corneli

La conferenza presentata mercoledì scorso dall’Università degli Studi di Macerata, Dipartimento Studi Umanistici, in collaborazione con la Federazione Rimè Italia, ha creato una ghiotta occasione per sbirciare tra l’Intellighenzia maceratese, creando inoltre, in una sala del Dipartimento di Filosofia e Scienze Umane, un ponte tra la filosofia occidentale e quella orientale nelle persone di due importanti relatori, il Professor Filippo Mignini e il Lama Denys Rinpoche, Maestro buddhista e Presidente Onorario dell’Unione Buddhista Europea.
Il tema centrale del dialogo era la natura di Dio e la sfida consisteva nel capire se ci fossero punti di contatto tra il mondo orientale e quello occidentale così diversi eppure così interrelati tra loro.
L’aula era sin dall’inizio gremita da un pubblico quanto mai eterogeneo, professori e studenti, ma non solo, ed infatti il primo problema è stato dare ad una numerosa platea uno spazio fisico per seguire una conferenza sul metafisico.
Il dialogo è stato molto interessante e nonostante i tempi necessari alla traduzione dei pensieri del Lama Denys Rinpoche, la conferenza ha da subito assunto un tono fluido e molto armonioso, quasi fosse lo specchio dell’intento degli organizzatori, trovare una strada percorribile che non si faccia forte della diversità dei due poli ma evidenzi i punti in comune tra essi.
Il Prof. Mignini storico della filosofia, ha da subito evidenziato come fosse nodale affrontare un dialogo duraturo tra Oriente ed Occidente per il destino del mondo stesso e poi ha ripercorso brevemente come seguendo un immaginario filo rosso, il pensiero filosofico occidentale caratterizzato da una dialettica degli opposti, e dall’idea di principio pieno che nel culmine del suo “successo” si affaccia alla finestra della visione della filosofia orientale e in particolare in questo frangente , verso il Buddhismo.
Viene analizzata una figura cara al nostro patrimonio culturale, Matteo Ricci, il quale, attraverso il suo tentativo di stabilire un rapporto con la filosofia buddhista, seppur agli inizi rigido e poco aperto ( atteggiamento “confutativo” ) evolvendosi poi nell’ultimo periodo ad una ricerca di dialogo più illuminata, ha messo in rilievo, in tempi non sospetti, come questo interfacciarsi tra le due civiltà sia da sempre stato fondamentale per la nostra evoluzione culturale ed umana.
Il Lama Denys esordisce strappando un sorriso all’attenta platea, dichiarando che tra i filosofi occidentali, Spinoza è molto citato nei suoi insegnamenti poiché lo stesso Maestro lo reputa il più buddhista tra i filosofi, e poi prosegue condividendo il pensiero del Professor Mignini, ma aggiungendo anche che, più che una base comune tra Occidente ed Oriente, si deve trovare una base Universale, e questa universalità sta nell’esperienza, poiché i concetti sono molteplici e dividono, mentre l’esperienza è unica nonostante la diversità.
E proprio per sottolineare quanto sia importante capire, il Lama Denys ci chiarisce il suo pensiero attraverso un esempio ” Se due saggi si incontrano e non sono tra loro d’accordo vuol dire che uno dei due non è saggio. Se si incontrano due teologi e si trovano d’accordo tra loro vuol dire che uno dei due non è teologo.”
Poi il Lama Denys passa in rassegna la filosofia speculativa e quella operativa e chiarisce che la prima specula sui concetti mentre la seconda usa i concetti stessi per comprendere i limiti e così arrivare all’esperienza immediata. Da qui la centralità per la filosofia buddhista dell’esperienza diretta poiché la stessa è pre-concettuale, ossia viene prima del concetto.
Nella tradizione buddhista non si parla di Dio ma della natura di Buddha, tuttavia nei Tantra c’è una definizione di divinità come assoluto, e quindi onnipresenza. La natura risvegliata è diffusa, onnipresente e assoluta. Quindi per un semplice sillogismo si arriva a dire che se Dio è onnipresente e assoluto, allora Dio è natura.
E ancora si tratta di realizzazione spirituale e di liberazione della ignoranza, si evidenzia come il Dio classico ebraico cristiano fosse lontano dal Dio inteso come assoluto ed indeterminato e quindi si torna dal principio dell’indeterminato al pensiero di Bruno e Spinoza, insomma una conferenza che non solo ha fornito numerosi spunti di riflessione sul pensiero occidentale e la sua evoluzione, ma ha anche fatto interrogare chi ascoltava sulla effettiva differenza o presunta tale tra il mondo spirituale orientale e quello più vicino a noi.
Ma allora forse non sarebbe più opportuno nel vocabolario di politici e dei teologi di oggi sostituire la parola censura con la parola integrazione? Spinoza era prossimo alla tesi dell’assolutezza orientale ed infatti sosteneva l’utilità della filosofia per la buona vita, e qui si chiude un cerchio con la realizzazione buddhista, che ha lo scopo di attivare un processo di liberazione attraverso la conoscenza.
Si tocca con mano che una strada Universale tra Occidente e Oriente è possibile, tutto sta a volerla realizzare.

(Foto di Nicoletta Corneli)