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Sferisterio 4 Nuovo formato

di Giulia Boschi

In un pomeriggio di bivacco sul divano, mentre mi dividevo tra non ricordo più quale snack e lo zapping compulsivo, mi sono ritrovata a guardare un documentario sulle Isole Cook, l’inquadratura era fissa sul particolare di una pianta e il video mostrava a velocità accelerata la nascita di un fiore. Ricordo che l’immagine mi colpì molto; l’innalzarsi della gemma verde e rigonfia, che si schiudeva per lasciare il posto alla fiamma rossa dei petali del fiore, fece nascere dentro di me  un senso di sorpresa e curiosità per ciò che si stava formando sullo schermo, davanti ai miei occhi.

La stessa sensazione mi si è ripresentata lo scorso venerdì nell’Aula Magna dell’Università di Giurisprudenza di Macerata, quando ho assistito alla proiezione del film “Live in Sferisterio” del regista Roberto Nisi.
Il film è un documentario sull’Arena Sferisterio di Macerata, ma la sua particolarità sta tutta nello stile narrativo che il regista ha voluto usare: non c’è nessuna voce narrante a spiegare ciò che si sta guardando, le informazioni generali vengono date all’inizio in una piccola introduzione scritta, ma quando poi il film comincia le immagini proposte sono quelle di una Macerata ancora addormentata nelle prime luci dell’alba, dove gli unici rumori che si sentono sono i garriti delle rondini e il passaggio di qualche motorino solitario, che va o torna da qualche parte.

Con il sorgere del sole e il passare delle scene ecco che le inquadrature mostrano i primi segni di risveglio, per le vie intorno allo Sferisterio e al suo interno: una tenda mossa dal vento che si apre e si chiude lasciando intravedere solo spiragli di luce bianca oltre di sé, le file di sedili vuote in attesa di essere nuovamente riempite e gli operai, che timidamente e poi con sempre maggior sicurezza invadono il palco per risistemarlo da cima a fondo.

Proseguendo la scena si fa sempre più animata e vengono proposti spezzoni sui preparativi dei due maggiori spettacoli che si tengono all’interno dell’edificio: Musicultura e l’Opera festival.
In un susseguirsi di soundcheck e riunioni per stabilire il da farsi, passando per la confezione dei vestiti di scena per i cantanti lirici, con parrucche connesse, si arriva alla pausa pranzo e la situazione è ormai viva: l’incantesimo è cominciato e non si ferma più.

Ecco i musicisti e gli artisti che passano al trucco e si preparano, esplodendo negli ultimi gorgheggi e accordi prima di entrare in scena, il pubblico oltrepassa i cancelli e  irrompe nello Sferisterio in un turbinio di vestiti colorati, tacchi esagerati e papillons.
Il valzer del brindisi iniziale della Traviata lascia il posto alla voce di Fabrizio Frizzi che dà il benvenuto al pubblico dello Sferisterio per la XXIII edizione del Musicultura Festival e nella trepidante aspettativa che accompagna l’inizio di ogni spettacolo il film si chiude sull’indimenticabile scenografia formata da un’impalcatura di specchi, opera di Josef Svoboda per l’allestimento del regista Henning Brockhaus della Traviata di Giuseppe Verdi, che inquadra l’intera platea.

All’incontro, introdotto dal saluto del rettore prof. Luigi Lacchè e coordinato dal prof. Marcello La Matina, ha partecipato l’Assessore Stefania Monteverde che si è detta soddisfatta della relazione intrecciatasi tra l’Associazione Sferisterio e il Comune e l’Università di Macerata, perchè permette di unire le conoscenze dei tre enti, al fine di creare qualcosa di nuovo e bello per la città.
Era inoltre presente il vice presidente di Musicultura Ezio Nannipieri che ha spiegato come la realizzazione del film sia stata possibile grazie alla vittoria del progetto “Refresh! Lo spettacolo delle Marche per le nuove generazioni” promosso dal Consorzio Marche Spettacoli, per favorire un più ampio coinvolgimento delle nuove generazioni nella partecipazione alle arti performative.

Una volta vinto il progetto l’Associazione Musicultura, l’Associazione Sferisterio e l’Associazione Culturale Nuovo Cinema hanno elaborato e affidato la realizzazione del film ad un giovane team di film maker marchigiani dell’Associazione I Bicchieri di Pandora, diretti dal regista Roberto Nisi.
L’obiettivo del film spiega Nannipieri, era quello di far conoscere lo Sferisterio, non solo a chi non c’era mai stato, ma anche ai suoi più assidui frequentatori mostrando non ciò che avviene sul palco, ma dietro le quinte, dove si nasconde la vera essenza dell’edificio.

Con il film, spiega inoltre il direttore dell’Opera festival Francesco Micheli, si cerca di far ricredere anche quanti tra i cittadini Maceratesi non vedono di buon occhio lo Sferisterio, inquadrandolo come una struttura che si impone sul tessuto cittadino, l’intento è di far comprendere al pubblico che in realtà si tratta di un luogo aperto che si mette al servizio dei cittadini, ed è proprio così che ha cercato di rappresentarlo il regista Roberto Nisi.
Lo sferisterio appare come uno di quei vecchi bauli che si trovano in soffitta, visti da fuori sembrano vecchi e austeri, ma quando li apri ecco che ne saltano fuori cimeli che richiamano a storie e luoghi lontani, in un susseguirsi di emozioni che non sbiadiscono mai e in un rinascere continuo di questa struttura che sboccia come un fiore, ogni volta che torna la primavera.

(foto da webalice.it)

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