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IRM

di Giulia Boschi

“Il futuro ha un cuore antico” affermava Carlo Levi. E magari è proprio con la convinzione di tale sentenza che l’Accademia di Belle Arti di Macerata (ABAMC), su approvazione del Collegio Docenti ed autorizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione-Ispettorato per l’Istruzione Artistica, decise di dare vita, per l’anno accademico 1997/1998,  al primo anno a numero chiuso di dieci studenti del  Corso di Teoria e Tecnica della Conservazione dei Beni Culturali.

Primo corso sperimentale di Restauro autorizzato nelle Accademie d’Italia, il corso quadriennale, venne poi trasformato in triennale nel 2005, fino ad approdare all’Anno Accademico 2011/2012, quando l’insegnamento del Restauro per la formazione di Restauratori di Beni Culturali fu riservato esclusivamente alle Scuole di Alta Formazione e di Studio quali: l’istituto Superiore per la Conservazione e Restauro, l’Opificio delle Pietre Dure e l’istituto Centrale per il restauro e la conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario, nonché ai corsi autorizzati delle Accademie di Belle Arti e delle Università.
Requisito fondamentale per attivare i corsi abilitanti alla professione è accreditarsi presso la Commissione Interministeriale MIUR-MIBAC.

Il 22 novembre 2011, quella di Macerata è stata la terza istituzione italiana ad essere accreditata da tale Commissione e ad essere autorizzata dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca ad attivare uno dei quattro profili formativi abilitanti alla professione di restauratore da essa proposti: il Percorso Formativo Professionalizzante 2 (manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile – manufatti scolpiti in legno – arredi e strutture lignee – manufatti in materiali sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti) nell’ambito del Corso Quinquennale a Ciclo Unico per la Formazione di Restauratori di beni Culturali.
Con il tempo e gli adeguati finanziamenti si spera di poter presto dare il via anche ai restanti tre.

E’ stato quindi con somma soddisfazione e orgoglio che il 9 maggio il Presidente dell’ABAMC, Evio Hermas Ercoli, la Direttrice dell’ABAMC Paola Taddei e la Professoressa Francesca Pappagallo si sono seduti nella Sala del Palazzo dei Priori di Montecassiano per inaugurare la nuova sede dell’I.R.M., l’Istituto di Restauro delle Marche, situata nell’ex convento di San Giovanni in Montecassiano.

Tra le cariche pubbliche che hanno presenziato all’evento era ovviamente presente il Sindaco di Montecassiano, Mario Capparucci, che ha reso disponibili i locali per la realizzazione della nuova sede e ha giustamente ribadito nel suo intervento, quanto sia importante promuovere la cultura non solo a livello nazionale, ma anche locale.

A fare da padrino all’inaugurazione è stato invitato il Direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, che ha espresso il suo apprezzamento per le bellezze non solo artistiche, ma anche naturali presenti nella nostra Regione e ha inoltre sottolineato quanto una sede come Montecassiano con i suoi edifici storici e le sue opere d’arte, rappresenti una perfetta commistione di tali pregi e un ottimo stimolo per gli studenti dell’I.R.M.
Il Direttore ha inoltre omaggiato l’evento con un suo intervento, in cui ha esposto alla platea riunita gli affreschi della Stanza di Eliodoro, negli appartamenti vaticani, recentemente restaurata e opera dell’intramontabile genio artistico di Raffaello Sanzio di Urbino.

Ma dietro il restauro di ogni opera d’arte c’è un lungo lavoro tecnico, che è quello per cui gli studenti dell’I.R.M. si preparano nell’arco del loro percorso di studio, non poteva quindi mancare un breve excursus su quelli che sono i metodi e le tecniche di lavoro adottati dai restauratori per svolgere il proprio lavoro. Tale esempio è stato offerto dalla Responsabile dell’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani, Vittoria Cimino, che ha discusso dei lavori di restauro effettuati presso la Cappella Sistina e dei provvedimenti presi affinchè tali interventi si potessero conservare nel tempo.

La cerimonia si è infine conclusa con l’usuale taglio del nastro e la visita dei locali dell’I.R.M., aperta a tutti i presenti, cosi che potessero finalmente vedere come e dove si apprende a  rimettere in sesto  il “cuore del nostro futuro”.

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