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repertorio prima rassegna di cori diocesani 2006

di Lucia Cattani

Come testimoniato dalle Sacre Scritture, l’uso di lodare attraverso il canto la divinità da parte dei fanciulli risale ai tempi di Re David, per proseguire attraverso secoli, culti e civiltà: ogni epoca è costellata dalla silenziosa presenza questi piccoli “cantori” che, uniti attraverso la melodia delle voci, sembrano voler infondere coraggio e attenuare le difficoltà esterne che ogni periodo storico presenta. Questo motivo non è andato perduto attraverso tanti secoli di guerre, insicurezze, vacillamenti; così è giunto fino ad oggi con rinnovato vigore ed immutata dignità ed importanza. Gli antichi canti ebraici sono stati sostituiti da quelli paleocristiani, mutati poi nelle vibranti melodie gregoriane, a loro volta in seguito arricchite da un repertorio che si allargava di secolo in secolo: poco importa il nome del canto, quando le voci dei giovani coristi si ergono fino a sovrastare l’oscurità di un futuro incerto, quando tutti insieme sembrano voler lanciare un messaggio di concordia e unità a noi che li ascoltiamo, quando attraverso la musica sembra veramente raggiunto un ideale che esula dalle dinamiche stranianti di cui è impregnata la società.
L’antica usanza sembra perpetuarsi, proseguendo di voce in voce e di coro in coro, ed è confortante riconoscere questa continuità così vicino a noi: alcune tradizioni non possono sfiorire, nonostante i mutamenti di società e cultura.
A ricordarcelo sembrano essere proprio le voci squillanti e suggestive dei piccoli protagonisti del Coro Domenichino Zamberletti, meglio conosciuti come i Pueri Cantores di Macerata. Il coro è attivo dal 1960, quando fu fondato dal Maestro Don Fernando Morresi, sulla scia della Federazione Internazionale Pueri Cantores, allo scopo di accompagnare la liturgia: da subito ha preso parte ad importanti eventi come quello della Rassegna Internazionale di Cappelle Musicali di Loreto, nonché a svariati e acclamati concerti fino a pregiarsi dell’onore di rappresentare l’Italia nel Concerto di Gala delle Nazioni ed esibirsi alla presenza di Papa Giovanni Paolo II. La bravura dei Pueri li ha portati a partecipare ogni anno, dal 1968, alla Stagione Lirica Estiva dello Sferisterio di Macerata: si tratta quindi di innumerevoli occasioni davvero eccezionali che hanno permesso a generazioni di ragazzi di avvicinarsi al mondo della musica classica da protagonisti, motivando certamente qualcuno dei Pueri a proseguire gli studi musicali. Attraverso un repertorio che spazia su diversi generi, a seconda dell’occasione, i ragazzi si ritrovano ad eseguire brani non solo inscrivibili alla liturgia, ma capolavori di Haendel, Vivaldi, Haydn, Mozart e addirittura, come nel caso dell’esibizione allo Sferisterio della scorsa estate, brani di musica rock tra cui figurano U2, Beatles, The Clash e Led Zeppelin: uno scenario musicale che quindi non si fossilizza sulla celebrazione liturgica o sull’esclusivo genere classico ma apre gli orizzonti alle nuove forme di espressione musicale. Tutto questo sembra essere svolto dai ragazzi in maniera gioiosa e spontanea: anche nei brani più difficoltosi emerge un’impostazione impeccabile delle voci e una grande energia degli esecutori che si approcciano ai generi più diversi con entusiasmo contagioso.
L’ultima esibizione è stata quella del 27 Marzo scorso, al Teatro Lauro Rossi, in occasione delle festività pasquali. Accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana e affiancati dal soprano Marta Torbidoni, dal mezzosoprano Isabella Conti, dal tenore Simone Polacchi e dal basso Carlo Bonelli, stavolta hanno presentato brani adatti alla festività: La Passione, di Haydn e varie composizioni di musica sacra di Mozart, Alma Dei Creatoris K. 277, Misericordias Domini K. 222, Ave verum corpus K. 618, la sinfonia introduttiva di Messiah, Inter natos mulierum K. 72, Magnificat K. 193 e Regina coeli K. 276. Un programma di per sé suggestivo e assolutamente non privo di difficoltà tecniche affrontate però egregiamente e con una professionalità davvero singolare per dei ragazzini.
Per l’occasione ha accettato di parlarci della sua esperienza artistica con il coro Marta Torbidoni, di cui si indica il sito web www.martatorbidoni.com
La soprano è una giovane artista emergente nel panorama lirico marchigiano che si è esibita in numerosi teatri d’Italia e all’estero, fino al recente debutto nel ruolo di Violetta per La Traviata di Giuseppe Verdi a Sofia in Bulgaria, sotto la direzione del Maestro Ljubka Biagioni.

Era già a conoscenza dell’associazione Pueri Cantores prima dell’occasione del concerto al Lauro Rossi?
Sì, la conoscevo perché, avendo lavorato allo Sferisterio di Macerata durante la Stagione Lirica estiva, ho avuto il piacere di ascoltarli in diverse opere, come la Carmen e, lo scorso anno, la Bohéme.

Com’è nata la sua collaborazione con il coro?
Per merito della FORM, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana che mi ha chiamato in qualità di soprano solista per interpretare i mottetti di Mozart per coro e solisti.

Quale aspetto di questa esperienza l’ha colpita maggiormente?
Mi ha colpito molto la bravura di questi ragazzi guidati dal maestro Gian Luca Paolucci, molto preparati e molto maturi, pronti ad affrontare anche brani difficili come i mottetti di Mozart; poi il fatto che affrontino con passione quello che fanno. Questo arriva molto al pubblico.

Come hanno affrontato i ragazzi l’impegno delle prove e i difficili brani in programma?
Li ho trovati davvero pronti, e alle prove sono stati impeccabili, nonostante alcuni fossero molto piccoli. Hanno affrontato tutta la prova senza alcun problema.

Quale brano in particolare le è sembrato abbiano apprezzato maggiormente?
Il Magnificat di Mozart, brano molto difficile. Lo hanno saputo affrontare con grande preparazione.

Crede che l’esperienza del coro sia importante per l’educazione dei ragazzi?
La mia esperienza artistica ha preso il via proprio in questo modo, anche se nel mio caso ho iniziato cantando da voce bianca solista in un coro di adulti. Credo che sia certamente importante, perché è un avvicinamento alla musica, può essere un inizio. Per me è stato così: poi successivamente ho capito che quella era la strada che avrei voluto seguire. Infatti poi ho iniziato lo studio del canto.

Pensa che oggi sia mutato l’interesse dei ragazzi per la musica, in particolare la classica, da quando ha iniziato ad avvicinarsi al canto?
Credo di si. Oggi i ragazzi sono più attratti da altri generi, come quello della musica pop, ignorando la musica classica. Questo succede tuttavia senza che ne abbiano colpa: non c’è nessuno che cerchi di avvicinarli al Teatro infatti. Per questo dovrebbero esserci più attività a disposizione dei ragazzi.

E come si potrebbe incentivare la conoscenza della musica classica nei ragazzi?
Sicuramente attraverso l’esempio degli stessi genitori, che dovrebbero portarli a teatro, o grazie alla scuola che potrebbe organizzare spettacoli con il teatro stesso, o progetti tenuti da esperti. Questo in modo da far conoscere ai ragazzi il mondo della musica classica.

Se c’è bisogno oggi di maggiore sensibilità verso la musica classica, sicuramente un grande esempio è dato dalle esibizioni della corale Zamberletti e soprattutto dall’entusiasmo dei suoi giovani componenti, che sembrano ricordarci quanto il canto riesca a rendere coesi ed ottimisti, di come riesca ad alleviare la sofferenza di un momento difficile come quello in cui ci troviamo e guardare insieme al futuro.

Foto: Repertorio prima rassegna di Cori Diocesani, 2006

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