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di Camilla Domenella

Afferri la penna con l’apparente sicurezza di chi ha tante idee nella testa ma che non sa metterle in pratica. Il foglio bianco che hai di fronte ti osserva, curioso e diffidente: sa che fra poco, appena avrai smesso di fissare il vuoto, colto da improvvisa indecisione, e di tener sospesa quella penna, sarà invaso d’inchiostro.
Quanti fogli periranno nei prossimi giorni, sotto i colpi di penna dei poeti della Bottega di Scrittura!
Ogni lunedì, dall’ 8 Aprile fino al 20 Maggio, dalle 21.30, si terranno gli appuntamenti settimanali con la Bottega di Scrittura, giunta quest’anno al suo decimo anniversario.
La Bottega di Scrittura si presenta come un percorso laboratoriale di poesia, rivolto a poeti e non. L’iniziativa offre l’occasione per riflettere su temi importanti e confrontarsi, mettendosi alla prova, con se stessi e con gli altri.
La Bottega di scrittura nasce nel 2003, dall’esperienza del poeta Alessandro Seri, il quale, facendo tesoro della sua precedente partecipazione al laboratorio fiorentino del premio “Nodo Sottile”, decide di offrirne le ricchezze esportando il “format” a Macerata. Macerata accoglie. Nel corso di questi dieci anni hanno partecipato circa 230 persone, e nel gennaio 2012, è stata pubblicata, da Vydia editore, la raccolta “Bottega europea delle idee”, che comprende i testi delle poesie redatte in occasione degli incontri della Bottega di scrittura 2010-2011.

Quest’anno, l’iniziativa si inserisce all’interno del più ampio progetto “Lost in library”, promosso dalla Regione Marche e patrocinato dal Consiglio dei Ministri, finalizzato ad incoraggiare la partecipazione e l’inclusione lavorativa dei giovani nel settore dei beni culturali.
La biblioteca Mozzi-Borgetti accoglierà quindi, per la prima volta, la Bottega di scrittura. In particolare, ad ospitare gli incontri, sarà la Sala Castiglioni, riaperta al pubblico lo scorso gennaio che, coi suoi volumi antichissimi e la sua ricchezza architettonica, si confermerà sicuramente come il luogo ideale per una buona scrittura.

Gli incontri della Bottega di scrittura si articolano secondo un formulario preciso.
Ciascun appuntamento si apre con la discussione del tema, per comprenderlo a fondo e offrire spunti tanto di riflessione quanto creativi.
Dopo la discussione, si lasciano ai partecipanti 20 minuti per poter scrivere la loro poesia e sottoporla all’eventuale “labor limae”.
Si apre infine il sipario sull’ultima scena: l’autore che voglia confermare la propria opera, dovrà leggerla ad alta voce, al pubblico suo collega. La poesia scritta assume validità solo se letta. Metafora, questa, dell’intera Storia della letteratura. Si scrive per comunicare, ma comunicare non significa un’asettica trasmissione di saperi.
Dai classici Omero Virgilio Lucrezio, a Saba e Montale, passando per Leopardi e Manzoni, la poesia si è affermata come testimonianza della radicale ricerca umana di un interlocutore, in ogni sua forma, intima o lontana, ampia o ristretta, che non coincide necessariamente con una ricerca di pubblico.
Prima ancora che per il suo contenuto, la poesia travolge per quell’onda di sym-patheia, di “sentire insieme”, che immerge il lettore nello stesso mare dell’autore. Come scrisse Thomas Stearns Eliot, nel 1929, in “Dante”, “La vera poesia può comunicare anche prima di essere capita” .

Quest’anno, gli incontri della Bottega di Scrittura avranno come oggetto alcuni articoli della Costituzione.
Il senso di smarrimento, in primis politico, e poi sociale ed economico, ha forse sancito l’inizio di un’epoca nuova: quella della rinnovata attenzione ai pochi punti (rimasti) saldi nella nostra società. La Costituzione, negli ultimi mesi, è salita, per così dire, agli onori della cronaca. Ne abbiamo sentito parlare da chi la invocava come garanzia di ogni bene, da chi la voleva cambiare tacciandola di inadeguatezza, e da chi la difendeva per dovere istituzionale e per devozione. Essa, così “pubblicizzata”, bistrattata, o rivendicata, si è intrufolata silenziosa in tutti gli strati della vita sociale, diventando argomento quotidiano di conversazione. E ora non c’è discorso “da bar” in cui non venga pronunciato il suo nome.
Testimone di questo rinato interesse e propulsore di nuovo, è stato il grande e meritatissimo successo de “La più bella del mondo”, lo show di Roberto Benigni dello scorso dicembre, dedicato ai princìpi fondamentali della Costituzione italiana, che ha registrato ascolti record.
La Costituzione è diventata pop, nel senso migliore del termine. In questo periodo di incertezza e confusione, di sfiducia e disillusione, tutti scorgiamo in essa, cronologicamente appartenente al passato, il fondamento del nostro futuro.
La Bottega di scrittura vuole esaltarne non solo i contenuti, ma anche la forma. La bellezza e la puntualità letteraria della nostra Costituzione rappresentano forse un unicum.
“La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni, ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza”, è quanto afferma Albert Camus, nel 1951. Quel giorno di cambiamento e bellezza, nella Storia italiana, era arrivato 3 anni prima.

I poeti della Bottega di scrittura si troveranno di fronte ad una sfida difficile: far poesia sulla poesia, confrontandosi con tematiche di contemporaneo dibattito sociale. Chissà se prevarrà la linea modesta e “onesta” alla Saba, o quella aulica ed eroica alla Dante!

Non resta allora che raccogliere le idee, posare finalmente la penna sul foglio, che guarda ancora diffidente, e iniziare a scrivere.

(foto tratta da http://www.majorana-liceo.it)