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l'ibiscus (1)

di Eleonora Tamburrini

C’è una bambina che dorme, sta come schiusa su una stuoia, e avvolta in coperte colorate; colorati pure gli elastici che le dividono i capelli in ciocche e geometrie, intorno un rettangolo di prato e sopra di lei un ibiscus che la prospettiva trasforma nel suo grande nume protettore o nella sua metamorfosi floreale.
È la prima fotografia che mi colpisce quando giovedì scorso partecipo all’inaugurazione della personale “Pro African Hospitals” di Carla Martella allestita nella Sala Foresi del Palazzo Comunale di Civitanova e visitabile fino al 31 marzo. Davvero questo scatto cattura l’attenzione e rende il taglio di una mostra capace di raccontare l’Africa con una vivida, partecipe semplicità, laddove invece sarebbe banale e rischioso (eppure spesso così comune), indugiare su miseria e abbandono. Non che manchino in questo reportage tutti i segni del dolore di un continente tanto grande quanto scarnificato all’osso da soprusi e sfruttamenti, ma prevale un’inquadratura come azione, come gesto di speranza. Dalla cellula perfetta e in sé compiuta della mamma col suo bambino ai paesaggi vigorosi di terra rossa, dalle foglie carnose ai frutti che balenano colorati tra le fronde dei grandi alberi, fino alle foto-documento dalle sale operatorie, tutto testimonia l’intensità di un’esperienza di viaggio e di solidarietà che non può lasciare indifferenti.
Carla Martella, fotografa ma anche crocerossina e scrittrice, ha viaggiato moltissimo e pubblicato cataloghi e libri d’arte che hanno saputo fondere in un sapiente equilibrio l’estetica delle immagini e la risolutezza del piglio narrativo (ad esempio l’autobiografico racconto di famiglia “Addio, core!”); inoltre, non ha esitato negli anni a ideare progetti filantropici e iniziative di solidarietà, basti pensare, per citarne una operante sul nostro territorio, a “Matermamma Wanda”, associazione che nelle case di riposo del maceratese svolge attività di animazione e di ascolto per gli anziani. Spaziando oltre per arrivare lontano, ecco dunque il progetto collegato alla mostra “Pro African Hospitals”, a cura dell’omonima associazione civitanovese e volto alla raccolta di fondi per la costruzione di un nuovo blocco operatorio all’interno dell’ospedale Kisubi in Uganda. Si tratta in realtà dell’ennesima tappa di un lungo cammino, iniziato nel 2005 quando l’Ospedale di Civitanova, il dottor Mimmo Sicolo e il dottor Giancarlo Piccinini, sostenuti da Don Eustachio e da Don Lino Ramini, decidono di intervenire sulla drammatica realtà dell’ospedale ugandese, allora poco più di un pronto soccorso da campo, dotandolo poco alla volta e grazie alla beneficenza di tanti, delle apparecchiature e dei presidi necessari per operare in condizioni di sicurezza, igiene, dignità. Una dignità che la popolazione locale mantiene con straordinaria tenacia anche nelle situazioni più estreme e difficoltose e che non manca di sorprendere il personale medico e volontario che negli anni si è avvicendato e ha vissuto in questi luoghi, portando aiuto e ricevendo in cambio un esempio di vita probabilmente inestimabile. Va segnalato che anche l’Health Center di Moshono in Tanzania ha visto la stessa positiva evoluzione grazie a “Civitanova Pro African Hospitals” e alla sua capacità di calamitare interesse e partecipazione. Su questa scia, ci si aspetta che la personale fotografica di Carla Martella, con tutto il suo valore di testimonianza e il suo portato di cura e sensibilità, possa tenere alta l’attenzione su temi tanto forti quanto vittime di una rimozione collettiva e costante.

Per qualsiasi altra informazione e per chi volesse aderire ai progetti dell’associazione, consultare il sito http://www.proafricanhospitals.it/

Foto di Carla Martella