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officine mattoli

di Manuel Caprari

Non so esattamente Damiano Giacomelli quando trovi il tempo per dormire. Inutile qui fare una lista di tutte le sue attività passate, presenti e future. Visto che state leggendo un web-mag, siete già su internet, e potete tranquillamente googlarlo e farvi un’idea della poliedricità di questo regista, sceneggiatore, documentarista, creatore di eventi culturali. Nel 2010, forse per complicarsi la vita, o forse per semplificarsela convogliando il tutto in un progetto unico, crea, a Tolentino, insieme a un gruppo di collaboratori, le OffiCineMattòli.
“Uno dei nostri obiettivi fondativi è creare una rete di professionisti e appassionati in una regione che ha sempre vissuto il cinema in maniera incidentale, mai sistematica”, mi spiega Damiano, che ho raggiunto per il momento via internet, ma con il quale ci siamo ripromessi di vederci al più presto. Anzi, diciamo fin da subito che come redazione dell’Adamo seguiremo con interesse e approfondiremo puntualmente i tanti aspetti di questa scuola; scuola che finora ha organizzato tre corsi: filmmaking, di sceneggiatura e di recitazione; corsi tenuti da docenti come Marco Bechis, Daniele Gaglianone, Marina Massironi; ma la lista potrebbe essere molto più lunga, come potete vedere se fate un giro sul sito; tanto per farvi un’idea del livello e della serietà della proposta. La cosa più importante è che questi corsi non restano lettera morta, in quanto sono finalizzati alla realizzazione di cortometraggi che fungono da saggi finali.

Ma le OffiCineMattòli sono una realtà in pieno sviluppo. Chiedo allora a Damiano quali sono le novità per il 2013, e oltre:

“Questo è il terzo anno di corsi standard (filmmaking, sceneggiatura, recitazione) e, per un po’, l’ultimo. Nel 2014 vogliamo investire sulla rete che si è creata e concentrarci sulla produzione, per riprendere con la formazione dal 2015 in poi. Per prepararci a questa fase produttiva, abbiamo lanciato le masterclass, una serie di percorsi di formazione intensiva legati a specifici mestieri del cinema. Sono mirati a colmare le professionalità che ancora non abbiamo perfezionato all’interno del nostro gruppo”.

Qual è l’ottica di questi cambiamenti?

“Al direttivo della nostra associazione non interessa campare con i corsi intesi come finalità, ma utilizzarli per formare potenziali collaboratori, entrare in contatto con professionisti importanti del mondo del cinema italiano, darci una visibilità a livello regionale”

C’è un interesse legato proprio alla nostra realtà marchigiana, che si lega, immagino, anche alla tua esperienza di documentarista; intendo dal punto di vista dell’importanza per un cineasta, o aspirante tale, di guardarsi intorno e guardare la realtà per raccontarla senza filtri.

“Ho notato che gran parte degli allievi di sceneggiatura, comprensibilmente, nello scrivere le loro cose si affidavano ai modelli triti e ritriti forniti dal cinema internazionale, soprattutto americano. Dimenticandosi che in una realtà come la nostra le finestre sono sempre aperte verso l’esterno. Allora abbiamo iniziato con incontri con giornalisti, che portavano all’interno della classe fatti di cronaca. Ma aggiravamo il problema perché la questione era di viverla, la strada. E prenderla sul serio”

In qualche modo l’articolo di cronaca era già un filtro, era già una reinterpretazione della realtà fatta da qualcun altro, per quanto, appunto “cronachistica” e non romanzata. Ed è da qui che sono nati gli “assalti cinematografici”, altra novità in fase di sviluppo e di cui vedremo presto i frutti. Come funzionano?

“con un gruppo di filmmaker, sceneggiatori e attori ci trasferiamo due/tre giorni in uno spazio preciso (il primo è stato nel centro storico di macerata), cerchiamo di interpretare l’atmosfera che troviamo, scriviamo un soggetto strettamente legato da location in cui ci imbattiamo, utilizzando gli interpreti che sono con noi e poi giriamo tutto d’un fiato. La cosa nasce da un vantaggio strategico che abbiamo, derivato da una somma di fattori: girare low-budget, vivere il territorio dall’interno, e soprattutto il fatto che la comunità di OffiCineMattòli include alla pari attori, registi, direttori della fotografia, fonici, sceneggiatori, eccetera, come un gruppo di amici. Questo ci consente di abbandonare le scrivanie come luoghi di composizione cinematografica e affrontare la complessità delle strade.”

(Nella foto: Officine Mattòli + Daniele Gaglianone @ Macerata Ospitale Festival delle Arti).