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Farfalla

di Simone Palucci

La traiettoria della libertà, un volo di farfalla, la fantasia al potere. Questa è in sintesi Vololibero, mostra collettiva d’arte in esposizione allo spazio E-art di Civitanova fino al 20 gennaio. La variopinta moltitudine di ali, gli sgargianti colori dal sapore antico che proiettano al futuro sono la prova tangibile di una libertà auspicata, agognata, sognata. Novantotto opere per ottantacinque artisti da tutta Italia, mini quadri in legno della misura di trenta centimetri per trenta. Per tutti uguale, tranne l’immaginazione. Allora è così che le farfalle, tema obbligatorio in tecnica libera, assumono i toni del pizzo e dell’uncinetto, oppure sono costituite da avambracci e mani che prendono vita da un cuore, come se la Madama Butterfly del quadro dovesse racchiudere tutta la vitalità e la fragilità dell’individuo, la sua voglia di lavoro in tempo di crisi, il laborioso saper fare per trasmettere la necessità dell’operosità come elemento basilare della libertà, del volo libero. In un mondo che vola molto più per affari, mercato e molto meno per piacere e desiderio, è sicuramente utile una mostra come Vololibero, perché cerca di aggiustare il tiro, di regolare la misura delle cose. La farfalla, tema centrale dell’esposizione, è notoriamente la brevità della bellezza, è la sofferenza del bruco inconsapevole del suo futuro, è l’istante di un giorno di vita. E’ la primavera che l’essere umano ha dentro, quella goccia di splendore che non deve mai essere smarrita, ma continuamente rinvigorita, nutrita, cullata. Quella primavera che fino a poco tempo fa continuava a muovere la mente e i passi di Rita Levi Montalcini. Un carosello di stili artistici rende eterogenee le opere, la passione del pennello, la consapevolezza del pensiero come strumento dell’anima. Quello di E-art è, a tutti gli effetti, un nuovo spazio culturale espositivo, un silos di sapere dal quale nutrirsi, la coltivazione del migliore futuro possibile. A renderlo speciale è la completa apertura alla voglia d’arte, ma anche la capacità dell’associazione E-art di crescere il futuro, oltre che la consapevolezza della gente. Non è un caso infatti che grazie a Eufrasia Cordone, presidente dell’associazione e artista in mostra, si facciano in continuazione corsi di fotografia, pittura e disegno, tecnica linoleografica, ma anche di tecniche di memorizzazione e strategie di apprendimento. Insomma, E-art è un’associazione completa, aperta a contaminazioni, agli strumenti più diversi della comunicazione, alla creazione del brodo di coltura necessario alla formazione dell’essere umano.  “Siamo un punto di contatto”, dice Eufrasia Cordone, “anche perché è il motivo per cui siamo nati come associazione. Siamo una connessione di realtà vicine e non solo, infatti alla mostra Vololibero hanno partecipato novantotto artisti da tutta Italia, da Trieste a Palermo”. Come è nata l’idea dell’associazione E-Art? “Per voglia di espansione. Io in passato, a Civitanova, avevo aperto una bottega d’arte vecchio stampo, poi ho avuto voglia di allargarmi, di partecipazione, così è nata, nel 2007, l’associazione che comprende tanta gente di estrazione artistica diversa. Considera che il 16 dicembre, all’inaugurazione della mostra, è stata fatta una declamazione di poesie da parte di un gruppo di poeti”.  Perché l’associazione si chiama E-Art? “Innanzitutto è la parola arte con la e avanti, inoltre possiamo dire che la E è anche simbolo del mio nome, Eufrasia, inoltre mio marito si chiama Arturo, quindi Art è calzato a pennello” (nella foto un’opera di Eufrasia Cordone).